Un fallimento annunciato...

Il calcio in generale in tutti i suoi aspetti
aquila nel cuore
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Re: Un fallimento annunciato...

19/07/2022, 0:05

Bravi/e tutti/e.

Il movimento del calcio Nazionale...
Quello delle serie maggiori in cui si preferisce dare fiducia a perfetti sconosciuti di campionati stranieri piuttosto che coltivare i ragazzi dei vivai.

Non qualificati ai Mondiali per la seconda volta consecutiva, non qualificate (le donne) ai quarti di finale degli Europei femminili.

In altri tempi i vertici dirigenziali si sarebbero già dimessi. Tutti.

I miracoli accadono raramente e noi ne abbiamo già avuti due: l'ultimo mondiale femminile in cui la nazionale è andata ben oltre le più rosee aspettative e gli europei maschili in cui abbiamo addirittura vinto.

Un po' di sana umiltà. Nient'altro.

Detto questo stica: c'è la Lazio...
Takkar
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19/09/2022, 16:18

UP
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aquila67
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19/09/2022, 16:21

Takkar ha scritto:
19/09/2022, 15:43
aquila67 ha scritto:
19/09/2022, 15:24
Boicottaggio è un concetto estremo. Chiaro non sia così, Takkar.
L'arsenal è in Inghilterra.
Anche in Francia e in Germania per non parlare dell'Olanda , in Spagna si lascia più spazio al giovane fatto in casa.
Però in Italia quanti giovani di 15 anni hai visto debuttare?
Ora 15 è una esagerazione, ma se sapessi quanti ragazzi di 15 -16 anni ho visto trattare la palla come Romero ........
Poi conta anche la testa , certamente !
Un Romero che a 16 anni si trasferisce in Italia da Sudamerica , si allena con la squadra e poi a casa ... si allena da solo. Cosa vuoi che faccia ? Studiare? Uscire con gli amici o la fidanzatina?
I ragazzi italiani oltre ad allenarsi fanno anche altro. Talvolta fanno grossi sacrifici per dar retta sia alla scuola che agli allenamenti . Poi magari il Sabato la partita del campionato giovanile, la domenica vieni convocato e la passi in tribuna o se ti va bene in panchina . E se c'è la possibilità di subentrare , tra un giovane cresciuto nel vivaio e un ragazzo portato da un procuratore, chi credi che entra ? Quello tra i due più forte o quello tra i due che garantisce migliori rapporti sul mercato?
Si infatti....siamo OT :)

comunque la domanda da farsi è: quanti giovani italiani in questo caso a 15 anni sono pronti per giocare in A?
Dato che non faccio il talent scout non so rispondere, ma mi domando a chi conviene che un proprio giovane, quindi un gioello grezzo, non venga portato al grande palcoscenico con tutto ciò che ne consegue (rientro economico etc etc) ?
Perchè anni fa uscivano fuori talenti straordinari ed ora non più?
Secondo me è dovuto principalmente al fatto che il bacino d'utenza è differente (notevolmente differente) poi ci saranno anche altre storie dietro ma credo che questa sia la ragione principale. E' scontato che se ho 400 pischelli contro 1000 il risultato non può essere uguale..
Ho spostato qui le tue domande
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aquila67
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19/09/2022, 17:06

A 15 anni?
Devi essere dotato di un fisico particolare:
Era pronto Donnarumma , ma è una eccezione.

Allargherei il discorso però a tutte le prime squadre, non solo alla Serie A , altrimenti restringiamo troppo il campo.

Saresti pronto a 15 anni per fare parte della rosa di prima squadra , per affacciarti ai campionati in cui si fa calcio sul serio e non per puro diletto.


"a chi conviene che un proprio giovane, quindi un gioello grezzo, non venga portato al grande palcoscenico con tutto ciò che ne consegue"

Leggi di mercato, rapporti con i procuratori se non veri e propri "sponsor" .
Se un giovane viene portato da uno sponsor , questo versa per ogni presenza un "gettone" .
Spesso è previsto un " rimborso spesa" dalla società per chi scende in campo , anche tra i dilettanti : non è previsto per chi è tesserato fin dalle giovanili (è già visto come premio la semplice convocazione). Ma il rimborso spesa non rimane tutto nelle tasche del giovane . Se capisci quello che dico, capisci anche cosa conviene e a chi conviene. Dirigenti e allenatori oggi ci sono , domani chissà!

Perchè anni fa uscivano fuori talenti straordinari ed ora non più?

Il talento non basta! Devi allenarlo e devi avere tanta e tanta passione.
Oggi i giovani non riconoscono la necessità di fare sacrifici per avere un po' di soldi in tasca , figuriamoci quanto possono essere predisposti al sacrificio per disputare una partita di pallone in Promozione o Eccellenza ( perché poi ci vuole anche tanto culo per far parte di una società di Serie A o B) . Non è meglio uscire il Sabato sera con gli amici piuttosto che alzarsi la domenica alle 5 per fare tribuna a ... Roccasecca dei Volsci ( un paese a caso , non so neanche se esiste una società di calcio a Roccasecca d.V.)

Uscirà un buon numero di buoni elementi nati nel 2002 e 2003 : gli amici non uscivano così tanto il sabato sera e non si divertivano molto! Loro invece , anche socialmente, facevano parte di un gruppo che aveva modo anche di divertirsi ( alla fine quando ti piace anche l'allenamento risulta più divertente di un film al computer o della play station).
Inoltre sempre a causa del covid e della difficolta nei viaggi e negli spostamenti c'era meno concorrenza sponsorizzata.

Il bacino d'utenza? Sarà pure più ristretto, ma allora è più qualificato, no?
E non credere sia così ristretto : le scuole calcio non riescono a soddisfare tutte le richieste di iscrizione.
O meglio accettano le iscrizioni , poi bisogna vedere quanti allievi hanno per ogni allenatore.
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Massy73
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20/09/2022, 13:37

Discorso ampio andrebbero coinvolti personaggi dei settori giovanili per comprendere al meglio le realtà.
Come sono gestiti
Quanti ragazzi per allenatore
Sostegni statali
Costi vari.

Senza queste conoscenze si può parlare solo per quel 10% che uno vede.

Inviato da me

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Takkar
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21/09/2022, 12:54

aquila67 ha scritto:
19/09/2022, 17:06
A 15 anni?
Devi essere dotato di un fisico particolare:
Era pronto Donnarumma , ma è una eccezione.

Allargherei il discorso però a tutte le prime squadre, non solo alla Serie A , altrimenti restringiamo troppo il campo.

Saresti pronto a 15 anni per fare parte della rosa di prima squadra , per affacciarti ai campionati in cui si fa calcio sul serio e non per puro diletto.


"a chi conviene che un proprio giovane, quindi un gioello grezzo, non venga portato al grande palcoscenico con tutto ciò che ne consegue"

Leggi di mercato, rapporti con i procuratori se non veri e propri "sponsor" .
Se un giovane viene portato da uno sponsor , questo versa per ogni presenza un "gettone" .
Spesso è previsto un " rimborso spesa" dalla società per chi scende in campo , anche tra i dilettanti : non è previsto per chi è tesserato fin dalle giovanili (è già visto come premio la semplice convocazione). Ma il rimborso spesa non rimane tutto nelle tasche del giovane . Se capisci quello che dico, capisci anche cosa conviene e a chi conviene. Dirigenti e allenatori oggi ci sono , domani chissà!

Perchè anni fa uscivano fuori talenti straordinari ed ora non più?

Il talento non basta! Devi allenarlo e devi avere tanta e tanta passione.
Oggi i giovani non riconoscono la necessità di fare sacrifici per avere un po' di soldi in tasca , figuriamoci quanto possono essere predisposti al sacrificio per disputare una partita di pallone in Promozione o Eccellenza ( perché poi ci vuole anche tanto culo per far parte di una società di Serie A o B) . Non è meglio uscire il Sabato sera con gli amici piuttosto che alzarsi la domenica alle 5 per fare tribuna a ... Roccasecca dei Volsci ( un paese a caso , non so neanche se esiste una società di calcio a Roccasecca d.V.)

Uscirà un buon numero di buoni elementi nati nel 2002 e 2003 : gli amici non uscivano così tanto il sabato sera e non si divertivano molto! Loro invece , anche socialmente, facevano parte di un gruppo che aveva modo anche di divertirsi ( alla fine quando ti piace anche l'allenamento risulta più divertente di un film al computer o della play station).
Inoltre sempre a causa del covid e della difficolta nei viaggi e negli spostamenti c'era meno concorrenza sponsorizzata.

Il bacino d'utenza? Sarà pure più ristretto, ma allora è più qualificato, no?
E non credere sia così ristretto : le scuole calcio non riescono a soddisfare tutte le richieste di iscrizione.
O meglio accettano le iscrizioni , poi bisogna vedere quanti allievi hanno per ogni allenatore.
"a chi conviene che un proprio giovane, quindi un gioello grezzo, non venga portato al grande palcoscenico con tutto ciò che ne consegue"

Leggi di mercato, rapporti con i procuratori se non veri e propri "sponsor" .
Se un giovane viene portato da uno sponsor , questo versa per ogni presenza un "gettone" .
Spesso è previsto un " rimborso spesa" dalla società per chi scende in campo , anche tra i dilettanti : non è previsto per chi è tesserato fin dalle giovanili (è già visto come premio la semplice convocazione). Ma il rimborso spesa non rimane tutto nelle tasche del giovane . Se capisci quello che dico, capisci anche cosa conviene e a chi conviene. Dirigenti e allenatori oggi ci sono , domani chissà!

------ difronte alla prospettiva per una sociatà di guadagnare milioni su milioni (vedi Udinese ed Atalanta) credo decada il discorso di cui parli

Perchè anni fa uscivano fuori talenti straordinari ed ora non più?

Il talento non basta! Devi allenarlo e devi avere tanta e tanta passione.
Oggi i giovani non riconoscono la necessità di fare sacrifici per avere un po' di soldi in tasca , figuriamoci quanto possono essere predisposti al sacrificio per disputare una partita di pallone in Promozione o Eccellenza ( perché poi ci vuole anche tanto culo per far parte di una società di Serie A o B) . Non è meglio uscire il Sabato sera con gli amici piuttosto che alzarsi la domenica alle 5 per fare tribuna a ... Roccasecca dei Volsci ( un paese a caso , non so neanche se esiste una società di calcio a Roccasecca d.V.)

Uscirà un buon numero di buoni elementi nati nel 2002 e 2003 : gli amici non uscivano così tanto il sabato sera e non si divertivano molto! Loro invece , anche socialmente, facevano parte di un gruppo che aveva modo anche di divertirsi ( alla fine quando ti piace anche l'allenamento risulta più divertente di un film al computer o della play station).
Inoltre sempre a causa del covid e della difficolta nei viaggi e negli spostamenti c'era meno concorrenza sponsorizzata.

-------- questo discorso sembra non valere all'estero però...i nostri ragazzi sono così diversi???

Il bacino d'utenza? Sarà pure più ristretto, ma allora è più qualificato, no?
E non credere sia così ristretto : le scuole calcio non riescono a soddisfare tutte le richieste di iscrizione.
O meglio accettano le iscrizioni , poi bisogna vedere quanti allievi hanno per ogni allenatore.

--------- il bacino d'utenza, per lo meno geneticamente, conta secondo me, poi che bisogna lavorarci è sicuro. Ti ribadisco però che non vedo più come ai miei tempi ragazzi giocare in strada bisognerebbe confrontare dei dati sul tema
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aquila67
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21/09/2022, 14:14

Takkar ha scritto:
21/09/2022, 12:54

------ difronte alla prospettiva per una sociatà di guadagnare milioni su milioni (vedi Udinese ed Atalanta) credo decada il discorso di cui parli

Mi nomini due società, in un universo di migliaia, che curano il settore giovanile in maniera esemplare. Hanno osservatori su scala globale e società satellite non solo in Italia. Chi lavora per questi due club intanto è certamente stato a sua volta formato e selezionato e magari ( ma non è sempre detto) non rischia il posto per pochi spicci. Intorno al calcio giovanile gravitano personaggi che millantano conoscenze e arrivano ad organizzare falsi provini a pagamento.


-------- questo discorso sembra non valere all'estero però...i nostri ragazzi sono così diversi???
Per fare un paragone con l'estero bisogna prima allargare il discorso alle politiche scolastiche , sociali , giovanili : In Italia puoi fare tranquillamente calcio fino al massimo a tredici anni. Finita la Scuola Media, iniziano enormi difficoltà a far combaciare gli impegni sportivi - che diventano naturalmente più pesanti - con la scuola , che chiaramente richiede un impegno maggiore : al Liceo, gli insegnanti spesso mettono i bastoni tra le ruote a chi ha intenzione di seguire entrambi gli impegni. Ti mettono subito davanti ad un bivio: o studi o fai sport a livello agonistico. Fidati , esperienza personale. Non è facile per un genitore assistere il figlio nel sogno e nel frattempo non fargli perdere di vista il concreto.
In alcune nazioni tipo la Germania , per non parlare degli Stati Uniti specie con basket e football , i programmi scolastici prevedono tra l'altro che un ragazzo possa eccellere nello sport. Non è necessario diventi una superstar, potrà in futuro tranquillamente far parte di uno staff tecnico o della scuola stessa avendo una preparazione pratica. In Italia i professori di educazione fisica possono aver studiato...religione o filosofia!

--------- il bacino d'utenza, per lo meno geneticamente, conta secondo me, poi che bisogna lavorarci è sicuro. Ti ribadisco però che non vedo più come ai miei tempi ragazzi giocare in strada bisognerebbe confrontare dei dati sul tema

Giocare in strada non è più possibile : troppe automobili e troppi pericoli .
Ai tempi nostri rischiavamo che qualcuno ci bucasse il pallone o il vigile ce lo sequestrasse. Oggi le conseguenze sarebbero molto più pesanti e implicherebbero la responsabilità dei genitori.
Ma il bacino d'utenza non è così ristretto. Se chiedi ad una classe di 15 maschietti quale sport vorrebbero praticare , non meno di 13 ti rispondono calcio.
Poi ci sono i genitori, le mamme in particolare ma spesso alcuni papà, che considerano il calcio come uno sport volgare e diseducativo .
Niente di più sbagliato secondo me . Però la realtà dei fatti è proprio quella : è raro, rarissimo trovare persone qualificate nelle piccole società del territorio.
E chi ha la fortuna di avere una società di rilievo nelle vicinanze deve avere anche la fortuna di potersi permettere l'iscrizione a questa società .
" Non è meglio la piscina? Il nuoto poi è uno sport completo"
" Si " rispondo io " peccato che non abbiamo le branchie e comunichiamo tramite l'aria non attraverso il sonar".



Takkar
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21/09/2022, 14:22

aquila67 ha scritto:
21/09/2022, 14:14
Takkar ha scritto:
21/09/2022, 12:54

------ difronte alla prospettiva per una sociatà di guadagnare milioni su milioni (vedi Udinese ed Atalanta) credo decada il discorso di cui parli

Mi nomini due società, in un universo di migliaia, che curano il settore giovanile in maniera esemplare. Hanno osservatori su scala globale e società satellite non solo in Italia. Chi lavora per questi due club intanto è certamente stato a sua volta formato e selezionato e magari ( ma non è sempre detto) non rischia il posto per pochi spicci. Intorno al calcio giovanile gravitano personaggi che millantano conoscenze e arrivano ad organizzare falsi provini a pagamento.


-------- questo discorso sembra non valere all'estero però...i nostri ragazzi sono così diversi???
Per fare un paragone con l'estero bisogna prima allargare il discorso alle politiche scolastiche , sociali , giovanili : In Italia puoi fare tranquillamente calcio fino al massimo a tredici anni. Finita la Scuola Media, iniziano enormi difficoltà a far combaciare gli impegni sportivi - che diventano naturalmente più pesanti - con la scuola , che chiaramente richiede un impegno maggiore : al Liceo, gli insegnanti spesso mettono i bastoni tra le ruote a chi ha intenzione di seguire entrambi gli impegni. Ti mettono subito davanti ad un bivio: o studi o fai sport a livello agonistico. Fidati , esperienza personale. Non è facile per un genitore assistere il figlio nel sogno e nel frattempo non fargli perdere di vista il concreto.
In alcune nazioni tipo la Germania , per non parlare degli Stati Uniti specie con basket e football , i programmi scolastici prevedono tra l'altro che un ragazzo possa eccellere nello sport. Non è necessario diventi una superstar, potrà in futuro tranquillamente far parte di uno staff tecnico o della scuola stessa avendo una preparazione pratica. In Italia i professori di educazione fisica possono aver studiato...religione o filosofia!

--------- il bacino d'utenza, per lo meno geneticamente, conta secondo me, poi che bisogna lavorarci è sicuro. Ti ribadisco però che non vedo più come ai miei tempi ragazzi giocare in strada bisognerebbe confrontare dei dati sul tema

Giocare in strada non è più possibile : troppe automobili e troppi pericoli .
Ai tempi nostri rischiavamo che qualcuno ci bucasse il pallone o il vigile ce lo sequestrasse. Oggi le conseguenze sarebbero molto più pesanti e implicherebbero la responsabilità dei genitori.
Ma il bacino d'utenza non è così ristretto. Se chiedi ad una classe di 15 maschietti quale sport vorrebbero praticare , non meno di 13 ti rispondono calcio.
Poi ci sono i genitori, le mamme in particolare ma spesso alcuni papà, che considerano il calcio come uno sport volgare e diseducativo .
Niente di più sbagliato secondo me . Però la realtà dei fatti è proprio quella : è raro, rarissimo trovare persone qualificate nelle piccole società del territorio.
E chi ha la fortuna di avere una società di rilievo nelle vicinanze deve avere anche la fortuna di potersi permettere l'iscrizione a questa società .
" Non è meglio la piscina? Il nuoto poi è uno sport completo"
" Si " rispondo io " peccato che non abbiamo le branchie e comunichiamo tramite l'aria non attraverso il sonar".



Sui programmi scolastici sinceramente non trovo, da quello che descrivi, discontinuità rispetto al passato. Cioè anche ai miei tempi funzionava cosi....eppure i campioni nascevano.

In merito ai luoghi sicuri di cui parli, per rappresentare il mio caso, oggi sono semplicemente deserti; il campetto parrocchiale dove siamo cresciuti tutti, io ed i miei amici di quartiere (luogo sicuro) è perennemente vuoto. Per questo notavo la differenza. Può essere anche che il calcio non abbia appeal tra i più giovani come una volta. Oggi ci sono più stimoli.
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aquila67
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21/09/2022, 14:42

Takkar ha scritto:
21/09/2022, 14:22
Sui programmi scolastici sinceramente non trovo, da quello che descrivi, discontinuità rispetto al passato. Cioè anche ai miei tempi funzionava cosi....

In merito ai luoghi sicuri di cui parli, per rappresentare il mio caso, oggi sono semplicemente deserti; il campetto parrocchiale dove siamo cresciuti tutti, io ed i miei amici di quartiere (luogo sicuro) è perennemente vuoto. Per questo notavo la differenza.
Non c'è discontinuità. Hai ragione purtroppo:
il mio compagno di banco in IV ginnasio dovette lasciare il Basket , anche se era arrivato in prima squadra dalle giovanili, perché i professori lo minacciarono di rimandarlo ; trent'anni dopo, nonostante risultati scolastici più che accettabili se non quando proprio soddisfacenti, per mio figlio in terzo liceo scientifico la professoressa di Italiano mi disse "mio figlio ha lasciato lo sport, se suo figlio vuole continuare con il calcio può smettere di studiare!"

Funzionava male allora, continua a funzionare male adesso!

Il campetto parrocchiale: il luogo sarà sicuro ( insomma, con quello che dicono sui preti....), ma tu come ci arrivavi, in maniera sicura? E questa maniera è sicura anche oggi? Se devo accompagnare mio figlio lo accompagno agli allenamenti.
E poi noi eravamo più rustici, bastavano le scarpe da ginnastica e jeans o tuta non faceva differenza. Oggi i ragazzini vogliono gli scarpini e il kit, completo di divisa, per andare a giocare. Altrimenti vieni considerato uno sfigato!
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21/09/2022, 15:52

aquila67 ha scritto:
21/09/2022, 14:42
Takkar ha scritto:
21/09/2022, 14:22
Sui programmi scolastici sinceramente non trovo, da quello che descrivi, discontinuità rispetto al passato. Cioè anche ai miei tempi funzionava cosi....

In merito ai luoghi sicuri di cui parli, per rappresentare il mio caso, oggi sono semplicemente deserti; il campetto parrocchiale dove siamo cresciuti tutti, io ed i miei amici di quartiere (luogo sicuro) è perennemente vuoto. Per questo notavo la differenza.
Non c'è discontinuità. Hai ragione purtroppo:
il mio compagno di banco in IV ginnasio dovette lasciare il Basket , anche se era arrivato in prima squadra dalle giovanili, perché i professori lo minacciarono di rimandarlo ; trent'anni dopo, nonostante risultati scolastici più che accettabili se non quando proprio soddisfacenti, per mio figlio in terzo liceo scientifico la professoressa di Italiano mi disse "mio figlio ha lasciato lo sport, se suo figlio vuole continuare con il calcio può smettere di studiare!"

Funzionava male allora, continua a funzionare male adesso!

Il campetto parrocchiale: il luogo sarà sicuro ( insomma, con quello che dicono sui preti....), ma tu come ci arrivavi, in maniera sicura? E questa maniera è sicura anche oggi? Se devo accompagnare mio figlio lo accompagno agli allenamenti.
E poi noi eravamo più rustici, bastavano le scarpe da ginnastica e jeans o tuta non faceva differenza. Oggi i ragazzini vogliono gli scarpini e il kit, completo di divisa, per andare a giocare. Altrimenti vieni considerato uno sfigato!
Era il primo e unico luogo dove me ed i miei amici ci lasciavano andare da soli...era vicino più o meno per tutti e non eravamo accompagnati.
Noi giocavamo senza scarpini, scarpe da ginnastica e pallone rimediato. Però avevamo la passione. Oggi probabilmente manca pure quella per molti, forse troppi.

Quindi già sono di meno i bambini rispetto a tanti anni fa per crisi demografica, in più quelli che potenzialmente dovrebbero essere interessati non sembrano "morire" dietro al calcio....la frittata è fatta. Un Cassano ti veniva fuori così...giocando per le strade sul cemento con le scarpe bucate...tanto per citare uno dei talenti più importanti degli ultimi 30 anni. Oggi con lo scarpino fico e i campi in quarta generazione ce ne stanno meno o non di pari classe...
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21/09/2022, 17:00

Però dovrebbe valere pure per l'estero sta cosa.

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21/09/2022, 17:07

Stock ha scritto:
21/09/2022, 17:00
Però dovrebbe valere pure per l'estero sta cosa.

Inviato dal mio IV2201 utilizzando Tapatalk
Si infatti, io di base la imputo più che altro al numero di ragazzi che qui da noi si avviano ora al calcio rispetto a prima...
meno materiale umano, meno talenti, meno risultati.
Cioè qualcosa in un certo senso di fisiologico. Se su un talento da un lato ci puoi lavorare e plasmarlo dall'altro non lo puoi creare...

Io credo che gente come Baggio, Cassano, Mancini Del Piero etc etc non nasca proprio più....almeno negli ultimi anni.

All'estero non conosco certe dinamiche, però direi che di talenti puri nel complesso ce ne siano meno rispetto a prima.
Magari sbaglio.
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21/09/2022, 18:45

Sapete cosa c'è di fisiologico?
La mancanza di fame, in ogni senso.

Pensate ai Cassano, ma soprattutto ai due più grandi campioni di calcio di ogni tempo, Maradona e Pelè.
Avevano solo il calcio e potevano solo attraverso il calcio tirarsi fuori dalla condizione economica in cui erano nati.

Oggi, almeno in Italia ed in Europa, fortunatamente direi le cose sono cambiate.

Fare sport ad altissimi livelli , diventare superprofessionisti di Serie A, comporta un livello di sacrifici enorme in un periodo della vita in cui è difficile avere la perseveranza necessaria.
Aggiungete poi che entrare in determinate "palestre" è economicamente molto impegnativo. Il talento potenziale rischia di non poter essere sviluppato oppure di non avere opportunità .
Non è la fonte ad essersi inaridita. la platea , il bacino resta numericamente molto ampio.
Si , la crisi demografica , ma calcolate anche le maggiori opportunità che avrebbero i ragazzi di oggi.
No , secondo me è il sistema che non è capace.
Pensate a un vostro figlio: al di la della sua eventuale passione, lo preferireste ingegnere oppure fisioterapista? Avvocato fiscalista oppure specializzato nel campo sportivo?
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21/09/2022, 20:50

Secondo me, almeno per l'Italia, c'è pure il discorso che quella da atleta o comunque nel mondo dello sport non è considerata una vera "carriera". C'è un po' di pregiudizio nonostante la grande tradizione sportiva italiana, non la si vede come un'opportunità di lavoro.

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21/09/2022, 21:24

Verissimo quello che dici, Stock.
E' considerata una carriera da serie B oppure un passatempo , un hobby , al massimo un secondo lavoretto.
In effetti un giovane laureato in scienze motorie non è che può mantenere se stesso e crearsi una famiglia con quello che gli assicura l'allenare un gruppo di bambini!
No, lo fanno giovani in attesa di un impiego serio oppure persone che fanno altro di mestiere, dall'elettricista al carabiniere , e nel tempo libero si divertono con i bambini. Senza una preparazione adeguata, non tecnica non tantomeno psicologica.
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Massy73
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22/09/2022, 0:14

Stock ha scritto:Secondo me, almeno per l'Italia, c'è pure il discorso che quella da atleta o comunque nel mondo dello sport non è considerata una vera "carriera". C'è un po' di pregiudizio nonostante la grande tradizione sportiva italiana, non la si vede come un'opportunità di lavoro.

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Eppure in sport "minori" con meno soldi e molti sacrifici escono sempre grandi campioni.
Nuoto ginnastica danza pugilato pallavolo basket scherma.
Secondo me siamo proprio invasi da stranieri (ma più che altro pippe straniere) procuratori che battono terre estere invece che italiane e poca attenzione al talento al cospetto del fisico.


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22/09/2022, 6:55

C’è pure da dire che il calcio è cambiato rispetto a tanti anni fa, molto più fisico che tecnico. Quindi prima viene la prestazione fisica poi si guarda alla tecnica nella scelta dei giocatori a meno che non sei un fenomeno.
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22/09/2022, 14:04

Massy73 ha scritto:
22/09/2022, 0:14
Stock ha scritto:Secondo me, almeno per l'Italia, c'è pure il discorso che quella da atleta o comunque nel mondo dello sport non è considerata una vera "carriera". C'è un po' di pregiudizio nonostante la grande tradizione sportiva italiana, non la si vede come un'opportunità di lavoro.

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Eppure in sport "minori" con meno soldi e molti sacrifici escono sempre grandi campioni.
Nuoto ginnastica danza pugilato pallavolo basket scherma.
Secondo me siamo proprio invasi da stranieri (ma più che altro pippe straniere) procuratori che battono terre estere invece che italiane e poca attenzione al talento al cospetto del fisico.


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E il motivo non può che essere economico.
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22/09/2022, 14:11

Takkar ha scritto:
22/09/2022, 6:55
C’è pure da dire che il calcio è cambiato rispetto a tanti anni fa, molto più fisico che tecnico. Quindi prima viene la prestazione fisica poi si guarda alla tecnica nella scelta dei giocatori a meno che non sei un fenomeno.
Sicuro!
Ma il fisico può essere allenato, costruito e fortificato con l' allenamento. Serve solo una base che poi sarebbe la "sana costituzione" .
E torniamo al discorso economico : perché non si punta sui ragazzi delle giovanili e si preferisce importare prodotti già confezionati?
Solo perché costa meno? E davvero costa meno, calcolando tutto nel rapporto costo/beneficio?
O forse perché è più pratico, conveniente e a rischio inferiore?
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22/09/2022, 15:15

aquila67 ha scritto:
22/09/2022, 14:11
Takkar ha scritto:
22/09/2022, 6:55
C’è pure da dire che il calcio è cambiato rispetto a tanti anni fa, molto più fisico che tecnico. Quindi prima viene la prestazione fisica poi si guarda alla tecnica nella scelta dei giocatori a meno che non sei un fenomeno.
Sicuro!
Ma il fisico può essere allenato, costruito e fortificato con l' allenamento. Serve solo una base che poi sarebbe la "sana costituzione" .
E torniamo al discorso economico : perché non si punta sui ragazzi delle giovanili e si preferisce importare prodotti già confezionati?
Solo perché costa meno? E davvero costa meno, calcolando tutto nel rapporto costo/beneficio?
O forse perché è più pratico, conveniente e a rischio inferiore?
Non so se hai provato a rivederti una partita di 10/15 anni fa circa....ti addormenti : )
Sembra a rallentatore rispetto a oggi.

Il discorso che faccio lo rappresenta molto bene la gestione dei portieri in Italia....
Prima il portiere straniero era una bestemmia...oggi praticamente consuetudine; non è un discorso di geni, cioè non è che all'estero sono nati più fenomeni ed in Italia si sono dispersi i geni del portiere...
Semplicemente è successo questo: i portieri italiani erano forti e lo sono ancora perchè qui da noi c'era e c'è una scuola di preparatori in grado di formarti come si deve, cosa che all'estero non c'era. Questo ha portato la valutazione dei portieri italiani alle stelle...cosa è successo a seguire? Con il cambiamento della velocità, coi nuovi palloni e quindi il bisogno di portieri fisicamente preparati (con la sola tecnica un pallone che va a 130Km/h non lo prendi) e per risparmiare/guadagnare come si è ragionato?
Mi prendo il portiere dal fisico top e me lo formo in casa, lo pago due lire e mi creo un patrimonio. I vari Dida, Julio Cesar etc etc in più anche all'estero sono cresciuti come scuola...quindi puoi contare su materiale umano non più grezzo come una volta....
Con la globalizzazione, la rete di scout a livello mondiale ti vai a pescare quello che ti serve e te lo plasmi come vuoi. Secondo me ci si muove su mercati più ampi e di conseguenza vai a pescare spesso all'estero, soprattutto se qui da noi la materia prima scarseggia o non offre quello che offriva prima o costa di più...prima tu dal cinese non c'andavi...non c'era! : )
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Massy73
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22/09/2022, 22:57

@Takkar però va detto che una ampia percentuale di giocatori stranieri so proprio seghe.
Almeno 30 so transitati per Formello e chissà quanti se ne trovano in serie B.
Tutti sti pipponi poi essendo pagati di meno tolgono spazio agli italiani (sembra un discorso di Salvini lo so), che poi si disaffezionano al gioco e al sogno di diventare giocatore.

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Takkar
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23/09/2022, 8:23

Massy73 ha scritto:
22/09/2022, 22:57
@Takkar però va detto che una ampia percentuale di giocatori stranieri so proprio seghe.
Almeno 30 so transitati per Formello e chissà quanti se ne trovano in serie B.
Tutti sti pipponi poi essendo pagati di meno tolgono spazio agli italiani (sembra un discorso di Salvini lo so), che poi si disaffezionano al gioco e al sogno di diventare giocatore.

Inviato da me
Vabbè ma all'estero ci sono giocatori forti e giocatori seghe, se noi andiamo a pescare più che altro seghe ci mettiamo del nostro. C'è da considerare che il campionato Italiano non è più un elitè come una volta quindi i migliori vanno da altre parti...
In ogni caso voglio dire che in italia tutti sti fenomeni mica li vedo...non ho la percezione che ci sia un mare di fenomeni in naftalina qui da noi...
poi magari sbaglio...

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