Chiaramente non è tutto bianco e nero, se la società mette fuori rosa un giocatore l'allenatore non può farci quasi nulla (ma vedi Reja che ne è fregato della politica societaria rispetto a Ballardini). Ma in generale non ricordo esempi di giocatori imposti da una società all'allenatore e se succede è sicuramente negativo. Per fare esempi in casa Lazio, Baroni è stato criticato esplicitamente da Fabiani per non aver fatto giocare abbastanza i giovani acquistati. Gattuso ha schierato Dia già ceduto, Sarri ha sempre dato spazio a Romagnoli anzichè Provstgaard... Per non parlare dei giocatori pagati fior di milioni da altre società (Openda, Gabigol, Koopmeiners, Jashari etc) ma lasciati quasi sempre fuori perchè non rendevano, creando un danno economico alla proprietà. Quindi si, un allenatore professionista in linea di massima fa quello che ritiene giusto e non segue necessariamente le politiche societarie.Il Sigaro ha scritto: ↑21/10/2026, 12:08Ah, quindi l'allenatore è uno che si fa i cazzi suoi e se ne frega della politica societaria.blau-weiss ha scritto: ↑21/10/2026, 10:37Obiettivo della società, sì. L'allenatore invece deve il più possibile mettere la squadra che ritiene migliore. Anche perchè se poi il giovane non rende il posto lo perde lui.
Reda Belahyane
- blau-weiss
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Re: Reda Belahyane
- Il Sigaro
- Località: Roma
Per me il problema è proprio questo.
Le cose funzionano quando un direttore sportivo bravo, secondo le indicazioni della proprietà, individua il progetto tecnico e sceglie l'allenatore adatto per metterlo in pratica. Da lì discende la scelta del tipo di calciatori da prendere. Ovviamente più soldi hai e maggiori sono le possibilità. La Lazio sta scannata e deve andare in cerca di occasioni.
Ma che un allenatore faccia come gli pare "perché è un professionista" non si può sentire. Semmai, proprio perché è un professionista, dovrebbe attenersi al mandato ricevuto e lavorare in funzione della società. Però è vero che il calcio è il regno dei cialtroni, gente che non sa mettere due parole una dietro l'altra e si crede stocazzo solo perché guadagna un mucchio di soldi.
Le cose funzionano quando un direttore sportivo bravo, secondo le indicazioni della proprietà, individua il progetto tecnico e sceglie l'allenatore adatto per metterlo in pratica. Da lì discende la scelta del tipo di calciatori da prendere. Ovviamente più soldi hai e maggiori sono le possibilità. La Lazio sta scannata e deve andare in cerca di occasioni.
Ma che un allenatore faccia come gli pare "perché è un professionista" non si può sentire. Semmai, proprio perché è un professionista, dovrebbe attenersi al mandato ricevuto e lavorare in funzione della società. Però è vero che il calcio è il regno dei cialtroni, gente che non sa mettere due parole una dietro l'altra e si crede stocazzo solo perché guadagna un mucchio di soldi.
Tudor dalla Croazia incrocia le dita per la fumata bianca (cit.)
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
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- blau-weiss
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Ma questo in un mondo ideale. Nella realtà non esiste, anche perchè quando cambia allenatore non cambi 25 giocatori. Sarri si è trovato Belahyane in squadra dalla stagione precedente e non lo ha fatto giocare perchè preferiva altro. Giustamente se riteneva che Patric mediano era più utile in quel ruolo; è fuori dal mondo far giocare un giocatore solo perchè è un investimento della società. Poi ovvio che un allenatore che ottiene risultati ha più legittimità nelle scelte di chi perde ma questo è un altro discorso.
- aquila nel cuore
- Località: ..
Sono d'accordo con te.Il Sigaro ha scritto: ↑21/10/2026, 13:04Per me il problema è proprio questo.
Le cose funzionano quando un direttore sportivo bravo, secondo le indicazioni della proprietà, individua il progetto tecnico e sceglie l'allenatore adatto per metterlo in pratica. Da lì discende la scelta del tipo di calciatori da prendere. Ovviamente più soldi hai e maggiori sono le possibilità. La Lazio sta scannata e deve andare in cerca di occasioni.
Ma che un allenatore faccia come gli pare "perché è un professionista" non si può sentire. Semmai, proprio perché è un professionista, dovrebbe attenersi al mandato ricevuto e lavorare in funzione della società. Però è vero che il calcio è il regno dei cialtroni, gente che non sa mettere due parole una dietro l'altra e si crede stocazzo solo perché guadagna un mucchio di soldi.
Un allenatore intelligente cerca di far rendere al meglio la rosa di cui dispone, soprattutto se non ha un gruppo di soli top players, e non si mette a fare l'integralista coi paraocchi perché crede fermamente nella propria filosofia tecnico-tattica.
Se Belahyane non veniva mai impiegato e oggi ci si rende conto che è un ottimo giocatore l'errore è stato unicamente di chi allenava e faceva la formazione. Anche perché lo scorso anno siamo stati in emergenza per lunghi tratti.