Er peggio viaggio della vita mia......
Inviato: 11/07/2019, 14:28
Vi racconto un viaggio allucinante ragazzi, dal quale sono appena tornato.....
Dunque, devo andare a Londra per la prima full immersion nella mia nuova azienda, per la quale faccio il Direttore Commerciale, un'ottima azienda e non vedo l'ora di iniziare nel migliore dei modi, per cui dovendo essere li il Lunedì mattina alle 9, decido di partire la domenica sera, per minimizzare i rischi ed ESSE PIU' FRESCO il primo giorno. Vabbè, Francesca Camilla e Cecilia mi portano alla stazione Trastevere da cui prendo il trenino per Fiumicino.....sulla porta del trenino due zingare intente a scrutare la loro preda tra i turisti, faccio per entrare e quella più giovane sputa per terra due volte DENTRO IL TRENINO, la seconda volta colpendomi, a quel punto mi sale il veleno e gli imbruttisco pesantemente, dicendole che la guarderò tutto il viaggio e appena prova a rubare qualcosa sono affari suoi.....ovviamente scendono di corsa. Vabbè, arrivo a Fiumicino con congruo anticipo......volo Easyjet, aereo in ritardo di 1 ora. Mangio al volo (erano le 20) e mi imbarco. Saliamo e la temperatura era di circa 3 gradi sopra lo 0 all'interno, una cella frigorifera con il fumo che usciva dalle cappelliere.....ci mancavano una strobo e Coccoluto e pareva il Cocoricò dei bei tempi andati. Chiedo allo steward se avessero dei panini in vendita e mi fa vedere la sacca piena dicendomi di non preoccuparmi che avrei potuto tranquillamente cenare......ovviamente al costo di un rene e di una retina da asportare in bagno con le posate di plastica. L'aereo rulla, ma si ferma inchiodando in mezzo alla pista: si è spento il motore.....hai detto niente.....vabbè, penso, meglio in pista che per aria. dopo 1 ora e mezza il capitano, per tranquillizzarci, pensa bene di renderci partecipi del fatto che degli ingegneri giunti sul posto riavvieranno a mano il motore rimuovendo un pezzo che non sarà rimontato poichè superfluo....la reazione di noi passeggeri è tipo quella di verdone quando sordi gli comunica che gli sarà asportata la milza poichè essa era un organo inutile. Nel momento in cui tutto sembra volgere al termine tra segni della croce, rosari collettivi ed imprecazioni, un simpatico ciccione anglofono pensa bene di dare di matto, costringendo l'equipaggio a fermare di nuovo il decollo per farlo cortesemente scendere.......la procedura in questi casi prevede che se uno scende dopo essersi imbarcato, tutti i passeggeri debbano tirare giù i propri bagagli riconoscendoli. E i solerti steward della Easyjet, per non rischiare, compiono questa operazione per ben 2 volte. Ormai sono le 23. L'aero decolla, il ciccione alla mia destra suda anche con la temperatura ibernante di questo volo, mentre di fianco ho un'esplosione di stile classico della perfida Albione, costituita da calzino grigio a mezzo polpaccio e sandalo da mare.....insomma, dove te giri, vomiti. Cerco di procurarmi un trauma cranico che mi costringa a prendere forzatamente sonno ma niente. Gli steward, tramite un pomposo annuncio ci fanno sapere che per scusarsi del ritardo Easyjet ci offrirà uno snack e da bere: passano col carrello e gli chiedo il panino di cui sopra, ma lo steward mi dice che non hanno panini in vendita su questo volo, quindi mi chiede se voglio le Pringles alla panna acida e cipolla o i Brownies coi pistacchi.......alla mia rimostranza legata al fatto che 30 minuti prima mi avesse mostrato la sacca piena di panini, mi dice che non ne hanno per tutti, quindi non li tireranno fuori. Mortacci tua e de sta compagnia de pezzenti gli dico in idioma d'oc, memore dei miei studi col professor Marucci relativi ai trovatori provenzali, e lui risponde con un sorrisone "thank you, sir"......la contro risposta è un laconico e rassegnato "a te e a quella XXX de tu madre quella cicciona inglese". Arriviamo finalmente a Londra alle ore 01.30 locali, ci sbarcano a 0.7 miglia dall’uscita, 17 minuti di cammino dentro l’aeroporto, ma che cacchio, praticamente semo atterrati a Manchester, non a Londra! ovviamente il Gatwick Express è chiuso, quindi devo prendere un Uber fino all'albergo, che mi costa "solo" 75sterline, contro le 18 del Gatwick Express. C'ho sonno e me ne frego allegramente, manco me vengono più in mente imprecazioni, solo una lasciva rassegnazione mista ad un clamoroso calo di zuccheri. Dopo un'ora e 10 di macchina arrivo in albergo, al Travelodge Covent Garden. Salgo le scale e mi appropinquo alla reception documento alla mano. Nel mentre incrocio 2 che se ne vanno imprecando. NO BUONO penso, con un brivido sulla schiena che mi addrizza i peli con effetto uomo lupo in calore. La signorina mi guarda e col sorrisone (ma che cazzo c’hanno da ride sti inglesi quando te devono da ste ferali notizie non lo capisco, qualcuno je dovrebbe spiegà che se me fai pure er sorrisone aumenti esponenzialmente la probabilità che con un mozzico ti stacchi la testa dipo un alieno di Man in Black, o che se dotato di lama, te la pianti tra le vertebre appena ti giri) mi dice: “sorry, we are in overbooking for the Gay Pride, we need to move you to another hotel”. Ora, immaginate alle 2 e 40 di notte la scena. Respiro profondamente, partorisco 2-3 insulti di romanica origine tra i più fantasiosi, e la invito cortesemente ad accelerare la pratica ed a non mandarmi troppo distante poiché la mattina dopo alle 9 dovevo essere in ufficio, a 10 minuti a piedi da li. Concludo la mia cortese richiesta col prestampato cappello finale di queste occasioni: “e muoviti, ritardata di merda”.
Quella ride. Mi viene in mente la scena di American History X, quella dei denti sul marciapiede…….mi scuoto per evitare il peggio.
I 2 ragazzi di colore del bar, subodorando la strage che si stava per verificare e per nulla interessati a dover pulire gli ettolitri di sangue che di li a poco si sarebbero riversati sul pavimento della hall mi chiedono se potessero offrirmi una pizza, visto che non avevo mangiato. Le prime persone decenti che incontro da quando sono partito. Gli chiedo una margherita senza nulla sopra, che nel mentre si erano fatte le 3. Ovviamente mi arriva una margherita con sopra salame, peperoni e cipolla…….apro il cartone e me li guardo come a dire “ma che cazzo di ritardo mentale avete in questo paese? I cromosomi ve li hanno mischiati come un mazzo di bastoncini da shangai e poi sparati nel corpo?” Do due mozzichi alla prima fetta e capisco che non si può proprio fare, anche io ho dei limiti strutturali e anche se vogliamo etici. Appena si girano cerco disperatamente di piegare il cartone infilandolo in un secchio che ha un foro di entrata delle dimensioni di un bicchiere…..ovviamente mi vedono ma non dicono nulla fiutando l’odore di morte che aleggia nell’aria (o erano le cipolle miste ai peperoni e al salame? Boh, è uguale).
Alle 3 e 20 la tizia mi comunica di avermi trovato l’albergo, a 6 miglia di distanza. Ora, voi capite che fare 6 miglia di notte in taxi va bene, ma farle di mattina col traffico di Londra equivale a infilarsi l’apparato riproduttivo in una tagliola da cinghiali. Ma sono fisicamente inabile a qualsivoglia ulteriore rimostranza ed accetto il beffardo destino con italico orgoglio.
Arrivo nel nuovo hotel…….nella hall tutti i condizionatori smontati ed un cartello che informava che l’ascensore era rotto…….vabbè, faccio il check in e il tizio mi dice che non hanno più Double Superior come da me prenotato, ma hanno solo una singola. Che culo!
Premetto che l’’albergo stava un po' sotto al livello stradale. Mi da ovviamente un terzo piano, senza ascensore…..mi carico i trolley e salgo sudato come un magrebino che raccoglie pomodori sotto caporalato.
Arrivo in camera, anzi nel loculo 2,5x4 tipo casa di Pozzetto ne “Il ragazzo di campagna”, mi spoglio e alle 4 mi infilo a letto. Dopo nemmeno 5 minuti sento parlare nel corridoio due ragazzi…….e sento la frase “you wanna fuck here?”…..non ci credo……non può star per succedere quello che temo.
Ebbene si, guardo dallo spioncino e vedo questi due simpatici individui attreninati ed appoggiati alla mia porta che iniziano a sbuffare esattamente col ritmo di una locomotiva in partenza, con a corredo tutta la serie di gemiti e grugniti di rito. Adesso esco e li ammazzo penso, mica tanto per il fatto in se, ci mancherebbe, ognuno è libero di attreninarsi con chi più gli aggrada, quanto per il fatto che la scena se la batte con le pringles alla panna acida e cipolla come stimolante per la vomitata del secolo. Poi rifletto un attimo, i tizi mi sembrano anche piuttosto corpulenti, per come si è sviluppata la giornata il minimo che può accadermi è che io apro la porta, quelli me cascano in camera e me ritrovo co la palla rossa in bocca tipo Marcellus Wallace con Zed e l’amico in Pulp Fiction. Non esiste, è un rischio troppo grosso, finissero quello che devono finì e cazzi loro, in tutti i sensi.
Fortunatamente decidono di andarsene in camera e alle 4:30 riesco a prendere sonno.
Alle 5 e 03, me lo ricordo perfettamente, un boato mi fa zompare dal letto aggrappandomi al soffitto, sembrava come se un aereo avesse acceso il reattore in camera……apro la tenda e indovinate su cosa affacciava la camera? Sulle rotaie della metro. A non più di 3 metri dalle rotaie. Alle 5 parte la prima metro, poi ne passa una ogni 3-5 minuti. Fate voi. Ovviamente non ho più dormito un minuto, quindi alle 6 mi sono alzato e dopo una doccia ho deciso che almeno se non dovevo dormire, era il caso di non rischiare di far tardi il primo giorno di lavoro. Quindi, taxi e torno al primo hotel per lasciare i bagagli (il giorno dopo la camera me l’avrebbero trovata mi avevano detto). Vedendomi entrare a quell’ora le due receptionist hanno capito che non era il caso di cazzeggiare, e alla prima camera libera mi hanno sistemato, in una doppia superior come prenotato. La doppia superior consiste in una camera senza frigo e con l’aria condizionata che ha solo 2 opzioni: ON-OFF. Wi-Fi a pagamento, così come la colazione. A 170 euro a notte……..mortacci vostri, con 170 euro a notte in Italia ti danno alberghi tipo l’Ambasciatori Palace o il Radisson.
Passo 3 giorni di full immersion nel lavoro fantastici, e mercoledì pomeriggio mi avvio in aeroporto per il ritorno.
Mezzo aeroporto di Gatwick chiuso per lavori di ristrutturazione, roba che Ciampino è un gioiello in confronto. Vabbè, vado al gate, inizia l’imbarco, ho il priority quindi sono tra i primi nel finger, ma ad un certo punto si blocca tutto. Restiamo nel finger per 40 minuti, sudando come bestie, e con 2 ragazze su sedia a rotelle che poverine iniziano a piangere, decidiamo quindi di uscire tutti da quella trappola mortale, e ovviamente il personale di terra non ci da la minima spiegazione del ritardo. Dopo un’ora e mezza l’altoparlante ci informa che c’è un gasto alla torre di controllo, il che vuol dire che non atterra e non decolla nessuno finché non risolvono. Il “culo” è che almeno il nostro aereo è arrivato ed è al finger, il che vuol dire che prima o poi noi partiamo, mentre quelli in attesa di aerei deviati su altri aeroporti vedranno i loro voli cancellati. Passa un’altra mezzora, ho fame e soprattutto sete. Vedo che nei banchi frigo non c’è praticamente più nulla quindi decido di prendere l’ultimo panino disponibile, un the verde ed una bottiglietta d’acqua, concedendomi il lusso di un dessert. Il tutto alla modica cifra di 18 sterline, tanto per non farmi cambiare mood nei confronti della perfida Albione. Ovviamente appena il cassiere mi da lo scontrino ed il resto, come per magia, DLIN DLON, “the passengers of the Easyjet flight XXX with destination Roma Fiumicino are kindly asked to complete the boarding process, as the captain has obtained to leave the airport”….segue un boato che manco al gol di Lulic in 26 maggio. Ovviamente la tizia all’imbarco è cambiata e la nuova non vuole farmi passare, le dico che ero già dentro e lei mi chiede il biglietto, che ovviamente è nello zaino rimasto nella zona post controllo documenti. Mi dice che non posso passare a prenderlo, e proprio mentre prendo la rincorsa per usarla tipo il punchball del luna park, un gentilissimo compatriota mi porge lo zaino permettendomi di passare mentre insulto la hostess mostrandole sprezzante il biglietto. Saliamo sull'aereo, sto in fila 1, ottimo penso, mo mangio e mi metto a dormire. Allora, non avevo guardato che panino avevo preso, anche perché non è che ci fosse scelta essendo l’ultimo: pollo alla coreana, mentuccia e barbabietola rossa, non scherzo. Una cosa ai limiti del mangiabile, anzi ben oltre, ma come si dice la fame scava la miccia, quindi butto giù già stringendo il Bentelan tra le mani, in vista di probabili reazioni allergiche al mix letale di sapori di merda. Fortunatamente il mio organismo smaltisce tutto come un termovalorizzatore monzese smaltisce l’immondizie di Roma, e mi metto a sonnecchiare. Dopo 45 minuti vengo svegliato da una puzza insopportabile, proveniente dal fornetto nel quale gli steward scaldano le vivande….evidentemente non lo avevano pulito per qualche mese e qualcosa era colato sulle pareti, generando una puzza di bruciato e marcio allucinante che ci impregna tutti nelle prime file….che culo, una volta che mi metto davanti. Vabbè, ma è il minimo penso, tanto siamo arrivati….e infatti arriviamo sani e salvi (e puzzolenti) a destinazione. Scendo e vado al controllo passaporti, ovviamente solo un e-gate funzionante per 3 voli, ma sono il decimo in fila, quindi ordinaria amministrazione. Esco all'aperto e il caldo appiccicoso di Roma mia non è mai stato così simile ad una boccata di aria fresca………
Dunque, devo andare a Londra per la prima full immersion nella mia nuova azienda, per la quale faccio il Direttore Commerciale, un'ottima azienda e non vedo l'ora di iniziare nel migliore dei modi, per cui dovendo essere li il Lunedì mattina alle 9, decido di partire la domenica sera, per minimizzare i rischi ed ESSE PIU' FRESCO il primo giorno. Vabbè, Francesca Camilla e Cecilia mi portano alla stazione Trastevere da cui prendo il trenino per Fiumicino.....sulla porta del trenino due zingare intente a scrutare la loro preda tra i turisti, faccio per entrare e quella più giovane sputa per terra due volte DENTRO IL TRENINO, la seconda volta colpendomi, a quel punto mi sale il veleno e gli imbruttisco pesantemente, dicendole che la guarderò tutto il viaggio e appena prova a rubare qualcosa sono affari suoi.....ovviamente scendono di corsa. Vabbè, arrivo a Fiumicino con congruo anticipo......volo Easyjet, aereo in ritardo di 1 ora. Mangio al volo (erano le 20) e mi imbarco. Saliamo e la temperatura era di circa 3 gradi sopra lo 0 all'interno, una cella frigorifera con il fumo che usciva dalle cappelliere.....ci mancavano una strobo e Coccoluto e pareva il Cocoricò dei bei tempi andati. Chiedo allo steward se avessero dei panini in vendita e mi fa vedere la sacca piena dicendomi di non preoccuparmi che avrei potuto tranquillamente cenare......ovviamente al costo di un rene e di una retina da asportare in bagno con le posate di plastica. L'aereo rulla, ma si ferma inchiodando in mezzo alla pista: si è spento il motore.....hai detto niente.....vabbè, penso, meglio in pista che per aria. dopo 1 ora e mezza il capitano, per tranquillizzarci, pensa bene di renderci partecipi del fatto che degli ingegneri giunti sul posto riavvieranno a mano il motore rimuovendo un pezzo che non sarà rimontato poichè superfluo....la reazione di noi passeggeri è tipo quella di verdone quando sordi gli comunica che gli sarà asportata la milza poichè essa era un organo inutile. Nel momento in cui tutto sembra volgere al termine tra segni della croce, rosari collettivi ed imprecazioni, un simpatico ciccione anglofono pensa bene di dare di matto, costringendo l'equipaggio a fermare di nuovo il decollo per farlo cortesemente scendere.......la procedura in questi casi prevede che se uno scende dopo essersi imbarcato, tutti i passeggeri debbano tirare giù i propri bagagli riconoscendoli. E i solerti steward della Easyjet, per non rischiare, compiono questa operazione per ben 2 volte. Ormai sono le 23. L'aero decolla, il ciccione alla mia destra suda anche con la temperatura ibernante di questo volo, mentre di fianco ho un'esplosione di stile classico della perfida Albione, costituita da calzino grigio a mezzo polpaccio e sandalo da mare.....insomma, dove te giri, vomiti. Cerco di procurarmi un trauma cranico che mi costringa a prendere forzatamente sonno ma niente. Gli steward, tramite un pomposo annuncio ci fanno sapere che per scusarsi del ritardo Easyjet ci offrirà uno snack e da bere: passano col carrello e gli chiedo il panino di cui sopra, ma lo steward mi dice che non hanno panini in vendita su questo volo, quindi mi chiede se voglio le Pringles alla panna acida e cipolla o i Brownies coi pistacchi.......alla mia rimostranza legata al fatto che 30 minuti prima mi avesse mostrato la sacca piena di panini, mi dice che non ne hanno per tutti, quindi non li tireranno fuori. Mortacci tua e de sta compagnia de pezzenti gli dico in idioma d'oc, memore dei miei studi col professor Marucci relativi ai trovatori provenzali, e lui risponde con un sorrisone "thank you, sir"......la contro risposta è un laconico e rassegnato "a te e a quella XXX de tu madre quella cicciona inglese". Arriviamo finalmente a Londra alle ore 01.30 locali, ci sbarcano a 0.7 miglia dall’uscita, 17 minuti di cammino dentro l’aeroporto, ma che cacchio, praticamente semo atterrati a Manchester, non a Londra! ovviamente il Gatwick Express è chiuso, quindi devo prendere un Uber fino all'albergo, che mi costa "solo" 75sterline, contro le 18 del Gatwick Express. C'ho sonno e me ne frego allegramente, manco me vengono più in mente imprecazioni, solo una lasciva rassegnazione mista ad un clamoroso calo di zuccheri. Dopo un'ora e 10 di macchina arrivo in albergo, al Travelodge Covent Garden. Salgo le scale e mi appropinquo alla reception documento alla mano. Nel mentre incrocio 2 che se ne vanno imprecando. NO BUONO penso, con un brivido sulla schiena che mi addrizza i peli con effetto uomo lupo in calore. La signorina mi guarda e col sorrisone (ma che cazzo c’hanno da ride sti inglesi quando te devono da ste ferali notizie non lo capisco, qualcuno je dovrebbe spiegà che se me fai pure er sorrisone aumenti esponenzialmente la probabilità che con un mozzico ti stacchi la testa dipo un alieno di Man in Black, o che se dotato di lama, te la pianti tra le vertebre appena ti giri) mi dice: “sorry, we are in overbooking for the Gay Pride, we need to move you to another hotel”. Ora, immaginate alle 2 e 40 di notte la scena. Respiro profondamente, partorisco 2-3 insulti di romanica origine tra i più fantasiosi, e la invito cortesemente ad accelerare la pratica ed a non mandarmi troppo distante poiché la mattina dopo alle 9 dovevo essere in ufficio, a 10 minuti a piedi da li. Concludo la mia cortese richiesta col prestampato cappello finale di queste occasioni: “e muoviti, ritardata di merda”.
Quella ride. Mi viene in mente la scena di American History X, quella dei denti sul marciapiede…….mi scuoto per evitare il peggio.
I 2 ragazzi di colore del bar, subodorando la strage che si stava per verificare e per nulla interessati a dover pulire gli ettolitri di sangue che di li a poco si sarebbero riversati sul pavimento della hall mi chiedono se potessero offrirmi una pizza, visto che non avevo mangiato. Le prime persone decenti che incontro da quando sono partito. Gli chiedo una margherita senza nulla sopra, che nel mentre si erano fatte le 3. Ovviamente mi arriva una margherita con sopra salame, peperoni e cipolla…….apro il cartone e me li guardo come a dire “ma che cazzo di ritardo mentale avete in questo paese? I cromosomi ve li hanno mischiati come un mazzo di bastoncini da shangai e poi sparati nel corpo?” Do due mozzichi alla prima fetta e capisco che non si può proprio fare, anche io ho dei limiti strutturali e anche se vogliamo etici. Appena si girano cerco disperatamente di piegare il cartone infilandolo in un secchio che ha un foro di entrata delle dimensioni di un bicchiere…..ovviamente mi vedono ma non dicono nulla fiutando l’odore di morte che aleggia nell’aria (o erano le cipolle miste ai peperoni e al salame? Boh, è uguale).
Alle 3 e 20 la tizia mi comunica di avermi trovato l’albergo, a 6 miglia di distanza. Ora, voi capite che fare 6 miglia di notte in taxi va bene, ma farle di mattina col traffico di Londra equivale a infilarsi l’apparato riproduttivo in una tagliola da cinghiali. Ma sono fisicamente inabile a qualsivoglia ulteriore rimostranza ed accetto il beffardo destino con italico orgoglio.
Arrivo nel nuovo hotel…….nella hall tutti i condizionatori smontati ed un cartello che informava che l’ascensore era rotto…….vabbè, faccio il check in e il tizio mi dice che non hanno più Double Superior come da me prenotato, ma hanno solo una singola. Che culo!
Premetto che l’’albergo stava un po' sotto al livello stradale. Mi da ovviamente un terzo piano, senza ascensore…..mi carico i trolley e salgo sudato come un magrebino che raccoglie pomodori sotto caporalato.
Arrivo in camera, anzi nel loculo 2,5x4 tipo casa di Pozzetto ne “Il ragazzo di campagna”, mi spoglio e alle 4 mi infilo a letto. Dopo nemmeno 5 minuti sento parlare nel corridoio due ragazzi…….e sento la frase “you wanna fuck here?”…..non ci credo……non può star per succedere quello che temo.
Ebbene si, guardo dallo spioncino e vedo questi due simpatici individui attreninati ed appoggiati alla mia porta che iniziano a sbuffare esattamente col ritmo di una locomotiva in partenza, con a corredo tutta la serie di gemiti e grugniti di rito. Adesso esco e li ammazzo penso, mica tanto per il fatto in se, ci mancherebbe, ognuno è libero di attreninarsi con chi più gli aggrada, quanto per il fatto che la scena se la batte con le pringles alla panna acida e cipolla come stimolante per la vomitata del secolo. Poi rifletto un attimo, i tizi mi sembrano anche piuttosto corpulenti, per come si è sviluppata la giornata il minimo che può accadermi è che io apro la porta, quelli me cascano in camera e me ritrovo co la palla rossa in bocca tipo Marcellus Wallace con Zed e l’amico in Pulp Fiction. Non esiste, è un rischio troppo grosso, finissero quello che devono finì e cazzi loro, in tutti i sensi.
Fortunatamente decidono di andarsene in camera e alle 4:30 riesco a prendere sonno.
Alle 5 e 03, me lo ricordo perfettamente, un boato mi fa zompare dal letto aggrappandomi al soffitto, sembrava come se un aereo avesse acceso il reattore in camera……apro la tenda e indovinate su cosa affacciava la camera? Sulle rotaie della metro. A non più di 3 metri dalle rotaie. Alle 5 parte la prima metro, poi ne passa una ogni 3-5 minuti. Fate voi. Ovviamente non ho più dormito un minuto, quindi alle 6 mi sono alzato e dopo una doccia ho deciso che almeno se non dovevo dormire, era il caso di non rischiare di far tardi il primo giorno di lavoro. Quindi, taxi e torno al primo hotel per lasciare i bagagli (il giorno dopo la camera me l’avrebbero trovata mi avevano detto). Vedendomi entrare a quell’ora le due receptionist hanno capito che non era il caso di cazzeggiare, e alla prima camera libera mi hanno sistemato, in una doppia superior come prenotato. La doppia superior consiste in una camera senza frigo e con l’aria condizionata che ha solo 2 opzioni: ON-OFF. Wi-Fi a pagamento, così come la colazione. A 170 euro a notte……..mortacci vostri, con 170 euro a notte in Italia ti danno alberghi tipo l’Ambasciatori Palace o il Radisson.
Passo 3 giorni di full immersion nel lavoro fantastici, e mercoledì pomeriggio mi avvio in aeroporto per il ritorno.
Mezzo aeroporto di Gatwick chiuso per lavori di ristrutturazione, roba che Ciampino è un gioiello in confronto. Vabbè, vado al gate, inizia l’imbarco, ho il priority quindi sono tra i primi nel finger, ma ad un certo punto si blocca tutto. Restiamo nel finger per 40 minuti, sudando come bestie, e con 2 ragazze su sedia a rotelle che poverine iniziano a piangere, decidiamo quindi di uscire tutti da quella trappola mortale, e ovviamente il personale di terra non ci da la minima spiegazione del ritardo. Dopo un’ora e mezza l’altoparlante ci informa che c’è un gasto alla torre di controllo, il che vuol dire che non atterra e non decolla nessuno finché non risolvono. Il “culo” è che almeno il nostro aereo è arrivato ed è al finger, il che vuol dire che prima o poi noi partiamo, mentre quelli in attesa di aerei deviati su altri aeroporti vedranno i loro voli cancellati. Passa un’altra mezzora, ho fame e soprattutto sete. Vedo che nei banchi frigo non c’è praticamente più nulla quindi decido di prendere l’ultimo panino disponibile, un the verde ed una bottiglietta d’acqua, concedendomi il lusso di un dessert. Il tutto alla modica cifra di 18 sterline, tanto per non farmi cambiare mood nei confronti della perfida Albione. Ovviamente appena il cassiere mi da lo scontrino ed il resto, come per magia, DLIN DLON, “the passengers of the Easyjet flight XXX with destination Roma Fiumicino are kindly asked to complete the boarding process, as the captain has obtained to leave the airport”….segue un boato che manco al gol di Lulic in 26 maggio. Ovviamente la tizia all’imbarco è cambiata e la nuova non vuole farmi passare, le dico che ero già dentro e lei mi chiede il biglietto, che ovviamente è nello zaino rimasto nella zona post controllo documenti. Mi dice che non posso passare a prenderlo, e proprio mentre prendo la rincorsa per usarla tipo il punchball del luna park, un gentilissimo compatriota mi porge lo zaino permettendomi di passare mentre insulto la hostess mostrandole sprezzante il biglietto. Saliamo sull'aereo, sto in fila 1, ottimo penso, mo mangio e mi metto a dormire. Allora, non avevo guardato che panino avevo preso, anche perché non è che ci fosse scelta essendo l’ultimo: pollo alla coreana, mentuccia e barbabietola rossa, non scherzo. Una cosa ai limiti del mangiabile, anzi ben oltre, ma come si dice la fame scava la miccia, quindi butto giù già stringendo il Bentelan tra le mani, in vista di probabili reazioni allergiche al mix letale di sapori di merda. Fortunatamente il mio organismo smaltisce tutto come un termovalorizzatore monzese smaltisce l’immondizie di Roma, e mi metto a sonnecchiare. Dopo 45 minuti vengo svegliato da una puzza insopportabile, proveniente dal fornetto nel quale gli steward scaldano le vivande….evidentemente non lo avevano pulito per qualche mese e qualcosa era colato sulle pareti, generando una puzza di bruciato e marcio allucinante che ci impregna tutti nelle prime file….che culo, una volta che mi metto davanti. Vabbè, ma è il minimo penso, tanto siamo arrivati….e infatti arriviamo sani e salvi (e puzzolenti) a destinazione. Scendo e vado al controllo passaporti, ovviamente solo un e-gate funzionante per 3 voli, ma sono il decimo in fila, quindi ordinaria amministrazione. Esco all'aperto e il caldo appiccicoso di Roma mia non è mai stato così simile ad una boccata di aria fresca………








