Ma saluti a te amico LAZIALE!aquila67 ha scritto: ↑16/06/2026, 23:07Vi lancio una proposta: metterli tutti tra gli ignorati. Vediamo che succede. Se nessuno li legge non dovrebbero apparire neanche tra i quote.sferequadrate ha scritto: ↑16/06/2026, 21:58Purtroppo avete ragione. Ho provato anche io a ignorarli, ma rientrano dai quote. Ormai in due hanno reso questo forum impraticabile.Massy73 ha scritto: ↑16/06/2026, 21:33Ho ignorato i tossici (quelli che rendono questo forum tossico, non che si fanno) ma purtroppo i quote mi appaiono.maxipoppapump ha scritto:Credo per me che è il momento di prendermi una pausa dal forum è diventato insopportabile. Ciao a tutti.
Direi che la misura è colma.
Me so rotto le palle pure io.
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Altrimenti, penso che sia arrivato il momento di salutare tutti prima che il forum chiuda come quello di Cicalone e non si possa più fare.
È stato bello leggervi e discettare di LAZIO con ( quasi ) tutti voi.
Continuerò a leggervi e talvolta ad intervenire come sempre più raramente sto facendo.
Ci tenevo a dirvi una cosa :
l'idea di LAZIO non morirà mai.
Quindi tenete duro perché tutto passa, mentre un ideale resta vivo finché c'è una persona anche una sola a tenerlo nel cuore.
Saluti laziali ai LAZIALI
E adesso che farà Lotito? (News dal mondo Lazio)
- Goosebump
- Località: xxx
Messaggio
Re: E adesso che farà Lotito? (News dal mondo Lazio)
- Daje aquilotti
- Località: Roma
Non mi interessa molto del perché molti non scrivono più.Takkar ha scritto: ↑16/06/2026, 19:52Glielo spieghi tu perché non scrive più gente come Alfonso, etc etc?matador0975 ha scritto: ↑16/06/2026, 19:45E chiediti perche sono rimasti in 10.
Su ogni post devono sempre insultare per poi piangere chiedendo l'intervento del moderatore se uno gli risponde.
Me sembrano quelli che fermano il traffico per protestare contro l'inquinamento che se lamentano quando li pijano per culo o glie menano.
Ma vabbe. Contenti voi contenti tutti
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Secondo te perché si sono stufati di quelli come me e te???
Avranno le loro ragioni, probabilmente passeranno il tempo su altre piattaforme, magari social, che prima tanto venivano prese per il culo sul vecchio forum.
- Takkar
- Località: Roma
Non puoi essere laziale tu! Io in quello che ha scritto non sono entrato nel merito!Daje aquilotti ha scritto: ↑16/06/2026, 23:18non puoi essere Laziale per scrivere quelle parole su Bruno Giordano. Vergognati
Ho solo espresso il fastidio che mi da uno che pontifica sulla Lazio e che si vendeva le partite! Ma che stai a dì!
Ma vergognati tu.
Ultima modifica di Takkar il 17/06/2026, 0:17, modificato 1 volta in totale.
Quando la Lazio vince mi si rompe il modem (
)
Lotrippo o Loporco?
Lotrippo o Loporco?
- Takkar
- Località: Roma
Ti interessa solo quello che scrivono 3 o 4 voci fuori dal coro del piagnisteo continuo. Ho capito.Daniele_1991 ha scritto: ↑16/06/2026, 23:36Non mi interessa molto del perché molti non scrivono più.Takkar ha scritto: ↑16/06/2026, 19:52Glielo spieghi tu perché non scrive più gente come Alfonso, etc etc?matador0975 ha scritto: ↑16/06/2026, 19:45E chiediti perche sono rimasti in 10.
Su ogni post devono sempre insultare per poi piangere chiedendo l'intervento del moderatore se uno gli risponde.
Me sembrano quelli che fermano il traffico per protestare contro l'inquinamento che se lamentano quando li pijano per culo o glie menano.
Ma vabbe. Contenti voi contenti tutti
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Secondo te perché si sono stufati di quelli come me e te???
Avranno le loro ragioni, probabilmente passeranno il tempo su altre piattaforme, magari social, che prima tanto venivano prese per il culo sul vecchio forum.
D’altronde a ciascuno interessa ciò che vuole. Ci mancherebbe!
Quando la Lazio vince mi si rompe il modem (
)
Lotrippo o Loporco?
Lotrippo o Loporco?
- Casaldepazzi
- Località: Roma
Purtroppo i due provocatori vogliono far chiudere il forumGoosebump ha scritto: ↑16/06/2026, 23:17Ma saluti a te amico LAZIALE!aquila67 ha scritto: ↑16/06/2026, 23:07Vi lancio una proposta: metterli tutti tra gli ignorati. Vediamo che succede. Se nessuno li legge non dovrebbero apparire neanche tra i quote.sferequadrate ha scritto: ↑16/06/2026, 21:58Purtroppo avete ragione. Ho provato anche io a ignorarli, ma rientrano dai quote. Ormai in due hanno reso questo forum impraticabile.Massy73 ha scritto: ↑16/06/2026, 21:33Ho ignorato i tossici (quelli che rendono questo forum tossico, non che si fanno) ma purtroppo i quote mi appaiono.maxipoppapump ha scritto:Credo per me che è il momento di prendermi una pausa dal forum è diventato insopportabile. Ciao a tutti.
Direi che la misura è colma.
Me so rotto le palle pure io.
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Altrimenti, penso che sia arrivato il momento di salutare tutti prima che il forum chiuda come quello di Cicalone e non si possa più fare.
È stato bello leggervi e discettare di LAZIO con ( quasi ) tutti voi.
Continuerò a leggervi e talvolta ad intervenire come sempre più raramente sto facendo.
Ci tenevo a dirvi una cosa :
l'idea di LAZIO non morirà mai.
Quindi tenete duro perché tutto passa, mentre un ideale resta vivo finché c'è una persona anche una sola a tenerlo nel cuore.
Saluti laziali ai LAZIALI
mi diverto solo se…
- Waldganger
- Località: Roma
Su Bruno Giordano il giudizio è un po’ troppo impietoso, non si può decontestualizzare il periodo storico, quando ti si presentavano in casa persone che magari conoscevi anche da quando eri piccolo e a cui non potevi dire di no per la tua salute e per quella dei tuoi cari.
Son finiti i giorni lieti, degli studi e degli amori, o compagni in alto i cuori e il passato salutiam.
cmq non ce piu un topic dove te fai du risate
e te lacrimano gli occhi
ma solo ste rotture de cazzo de merda Porco D !
SU Ogni argomento.su ogni cosa
lo scazzo po' dura 2 messaggi ma no
sempre.
è bello ogni tanto buttallo de brutto in caciara ce sta'
te diverti
ma cosi no siete pesanti .
ve dico na cosa
MANNNATEVENENEAFFANCULO VA
bLaNcO SA !
e te lacrimano gli occhi
ma solo ste rotture de cazzo de merda Porco D !
SU Ogni argomento.su ogni cosa
lo scazzo po' dura 2 messaggi ma no
sempre.
è bello ogni tanto buttallo de brutto in caciara ce sta'
te diverti
ma cosi no siete pesanti .
ve dico na cosa
MANNNATEVENENEAFFANCULO VA
bLaNcO SA !
Va detto pure che poi la giustizia ordinaria assolse tutti, anche se non è che voglia dire nulla.Waldganger ha scritto: ↑17/06/2026, 8:08Su Bruno Giordano il giudizio è un po’ troppo impietoso, non si può decontestualizzare il periodo storico, quando ti si presentavano in casa persone che magari conoscevi anche da quando eri piccolo e a cui non potevi dire di no per la tua salute e per quella dei tuoi cari.
Vogliamo parlare di "leggerezza"? Diciamo che erano giovani e hanno commesso una leggerezza va.
Aspettiamo la fine del mercato responsabile.
- Il Sigaro
- Località: Roma
Magari avercelo adesso un Bruno Giordano ... come centravanti intendo
Tudor dalla Croazia incrocia le dita per la fumata bianca (cit.)
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
- Casaldepazzi
- Località: Roma
mi padre mi ha chiamato Giordano in suo onore....
mi diverto solo se…
Ah se è per quello me andrebbe bene pure er poro floccari, senza scomodare giordano.
Aspettiamo la fine del mercato responsabile.
- Davide75
- Località: Cuneo
Giordano da noi andrebbe bene pure adesso che ha 70 anni
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- Pasty
- Località: Roma
Volete vince la champions, volete l'arabo col soldo, volete la gloria e state a pensa' ancora a Giordano......dateve una regolata
- Mod
- Località: Springfield
Oggi mi ero svegliato con la voglia di fare una strage, perché state veramente mandando a puttane il Forum.
Per carità, la colpa è anche nostra che vi lasciamo troppo campo.
DA QUESTO ISTANTE, CHIUNQUE MANDI A PUTTANE QUALSIASI TOPIC, SE NE VA AFFANCULO PER SEMPRE
CAPITO?
Per carità, la colpa è anche nostra che vi lasciamo troppo campo.
DA QUESTO ISTANTE, CHIUNQUE MANDI A PUTTANE QUALSIASI TOPIC, SE NE VA AFFANCULO PER SEMPRE
CAPITO?
- Il Sigaro
- Località: Roma
Vabbè, come centravanti era un'iradiddio eh
Di quelli che ho avuto la fortuna di vedere con la nostra maglia, se non il più forte poco ci manca
Poi come allenatore lasciamo perdere e come opinionista pure
Tudor dalla Croazia incrocia le dita per la fumata bianca (cit.)
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
- mimmo
- Località: Roma
furono tutti assolti perché il reato (vendersi le partite) non esisteva ancora, infatti gli inquirenti provarono a condannare tutti gli indagati per truffa ma non c'erano le basi per procedere.Stock ha scritto:Va detto pure che poi la giustizia ordinaria assolse tutti, anche se non è che voglia dire nulla.Waldganger ha scritto: ↑17/06/2026, 8:08Su Bruno Giordano il giudizio è un po’ troppo impietoso, non si può decontestualizzare il periodo storico, quando ti si presentavano in casa persone che magari conoscevi anche da quando eri piccolo e a cui non potevi dire di no per la tua salute e per quella dei tuoi cari.
Vogliamo parlare di "leggerezza"? Diciamo che erano giovani e hanno commesso una leggerezza va.
reminiscenze di un documentario visto secoli fa. mi scuso con sigaro per i termini sicuramente a membro di segugio che ho usato.
sul giordano giocatore.
mio padre ne era talmente innamorato che dopo i fatti del totonero smise di seguire il calcio.
alcuni miei conoscenti che lo hanno visto giocare, persino un romanista, dicono che sia stato il giocatore italiano più forte di sempre.
tornando in topic,
gestore merda.
- maxipoppapump
- Località: GUIDONIA
Serie A invasione USA il Frosinone passa ad fondo statunitense, poi tocca al Torino.
tuttosport
ps. do fiducia ai mod
tuttosport
ps. do fiducia ai mod
E sentirai un grido alzarsi da lontano, sguardo agguerrito e fiero, soldati dell'asfalto!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
- Casaldepazzi
- Località: Roma
ovviamente pessima notizia per noi, visto che anche il torino e il frosinone ci passeranno.maxipoppapump ha scritto: ↑17/06/2026, 11:38Serie A invasione USA il Frosinone passa ad fondo statunitense, poi tocca al Torino.
tuttosport
ps. do fiducia ai mod![]()
mi diverto solo se…
- Fiorini
- Località: Roma
Giordano è stato tecnicamente il più forte attaccante che abbiamo avuto.mimmo ha scritto: ↑17/06/2026, 11:17furono tutti assolti perché il reato (vendersi le partite) non esisteva ancora, infatti gli inquirenti provarono a condannare tutti gli indagati per truffa ma non c'erano le basi per procedere.Stock ha scritto:Va detto pure che poi la giustizia ordinaria assolse tutti, anche se non è che voglia dire nulla.Waldganger ha scritto: ↑17/06/2026, 8:08Su Bruno Giordano il giudizio è un po’ troppo impietoso, non si può decontestualizzare il periodo storico, quando ti si presentavano in casa persone che magari conoscevi anche da quando eri piccolo e a cui non potevi dire di no per la tua salute e per quella dei tuoi cari.
Vogliamo parlare di "leggerezza"? Diciamo che erano giovani e hanno commesso una leggerezza va.
reminiscenze di un documentario visto secoli fa. mi scuso con sigaro per i termini sicuramente a membro di segugio che ho usato.
sul giordano giocatore.
mio padre ne era talmente innamorato che dopo i fatti del totonero smise di seguire il calcio.
alcuni miei conoscenti che lo hanno visto giocare, persino un romanista, dicono che sia stato il giocatore italiano più forte di sempre.
tornando in topic,
gestore merda.
Non per niente la sua cessione al napoli fu caldamente consigliata da Maradona.
Fece una grossa cazzata all' epoca insieme al compare manfredonia che ebbe pure l'aggravante successivamente di andare alla roma
- maxipoppapump
- Località: GUIDONIA
Se prende la reggina dalla d e viene promossa in c il prossimo anno dovrà obbligatoriamente lasciare una delle due società. La deroga fino al 2028 delle doppie proprietà professionistiche vale solo per quelle già esistenti.
Radio 6.
Radio 6.
E sentirai un grido alzarsi da lontano, sguardo agguerrito e fiero, soldati dell'asfalto!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
- Casaldepazzi
- Località: Roma
ma anche se la prende il figlio?maxipoppapump ha scritto: ↑18/06/2026, 10:28Se prende la reggina dalla d e viene promossa in c il prossimo anno dovrà obbligatoriamente lasciare una delle due società. La deroga fino al 2028 delle doppie proprietà professionistiche vale solo per quelle già esistenti.
Radio 6.
mi diverto solo se…
- Casaldepazzi
- Località: Roma
Da domani sul Tempo una nuova iniziativa che coinvolgerà il grande Luigi Bisignani e i tifosi della Lazio.
@tempoweb
@tempoweb
mi diverto solo se…
L’articolo 16 bis delle Noif recita che «non sono ammesse partecipazioni, gestioni o situazioni di controllo, in via diretta o indiretta, in più società del settore professionistico da parte del medesimo soggetto, del suo coniuge o del suo parente ed affine entro il quarto grado».Casaldepazzi ha scritto: ↑18/06/2026, 11:35ma anche se la prende il figlio?maxipoppapump ha scritto: ↑18/06/2026, 10:28Se prende la reggina dalla d e viene promossa in c il prossimo anno dovrà obbligatoriamente lasciare una delle due società. La deroga fino al 2028 delle doppie proprietà professionistiche vale solo per quelle già esistenti.
Radio 6.
- Goosebump
- Località: xxx
Quindi in pratica, se le cose si avverano, dovrà scegliere se tenere la Lazio o la reggina e nel caso dovesse decidere di cedere la Lazio partirà il countdown che sarebbe poi poco tempo e ci potrebbe essere il rischio di cederla all'ultimo a 2 spicci al ribasso (e sticazzi) ma al peggiore dei peggiori (questo è il problema) , come successo con la salernitana.maxipoppapump ha scritto: ↑18/06/2026, 10:28Se prende la reggina dalla d e viene promossa in c il prossimo anno dovrà obbligatoriamente lasciare una delle due società. La deroga fino al 2028 delle doppie proprietà professionistiche vale solo per quelle già esistenti.
Radio 6.
A meno che (speriamo) in qualche modo non sia già tutto acchittato magari dalla politica...
- matador0975
- Località: Torino
mi sembra di aver capito che c'è la fila di banchieri e fondi. Non vedo lo possibilità che vada a qualcuno peggio
21 anni che prendere 5 all'anno... da aereoitalia,CHE è la sottomarca di ITA ... che non spostano niente a livello sportivo,sono il nulla cosmico (cit.)
- Goosebump
- Località: xxx
Lui non la mette sul mercato la Lazio, ma sarà obbligato a cederla in un determinato lasso di tempo e a quel punto gli scenari saranno:
Qualche fondo (probabilmente americano) o qualche imprenditore serio avanzerà la proposta che ovviamente lui rifiuterà come fa sempre perché la riterrà non congrua e lo manderanno quindi a cagare.
si arriverà agli ultimi giorni dove qualche speculatore di bassa lega avanzerà la sua proposta al ribasso e lì ci faremo il segno della croce.
Speriamo che non accada, ma è uno scenario sicuramente non impossibile e che va tenuto in considerazione visto il soggetto in questione.
Io spero che la politica abbia già acchittato le cose... quella sarebbe la nostra salvezza.
Qualche fondo (probabilmente americano) o qualche imprenditore serio avanzerà la proposta che ovviamente lui rifiuterà come fa sempre perché la riterrà non congrua e lo manderanno quindi a cagare.
si arriverà agli ultimi giorni dove qualche speculatore di bassa lega avanzerà la sua proposta al ribasso e lì ci faremo il segno della croce.
Speriamo che non accada, ma è uno scenario sicuramente non impossibile e che va tenuto in considerazione visto il soggetto in questione.
Io spero che la politica abbia già acchittato le cose... quella sarebbe la nostra salvezza.
- matador0975
- Località: Torino
Si ma non capisco perche quando arrivera lo scappato di casa che fara l'offerta al ribasso ... sara senza il ricco banchiere o il ricco fondo.
Nel senso perche il ricco banchiere o il ricco fondo dopo aver ricevuto il no da lotito non tratterebbe ancora con lotito quando si trova spalle al muro costretto ad accettare l'offerta al ribasso dello scappato di casa?
Perche lo scappato di casa offre di piu?
Beh quello è ovvio. Lotito vendera per fare piu soldi possibili e se ne frega di darla in mano a bezos o a tulli.
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Nel senso perche il ricco banchiere o il ricco fondo dopo aver ricevuto il no da lotito non tratterebbe ancora con lotito quando si trova spalle al muro costretto ad accettare l'offerta al ribasso dello scappato di casa?
Perche lo scappato di casa offre di piu?
Beh quello è ovvio. Lotito vendera per fare piu soldi possibili e se ne frega di darla in mano a bezos o a tulli.
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21 anni che prendere 5 all'anno... da aereoitalia,CHE è la sottomarca di ITA ... che non spostano niente a livello sportivo,sono il nulla cosmico (cit.)
- maxipoppapump
- Località: GUIDONIA
Ragazzi, lo dico col cuore in mano. Nessuno di noi immaginava un epilogo del genere, o almeno nessuno lo sperava. E invece eccoci qui, 18 giugno, con la sensazione sempre più netta che Lotito sia rimasto davvero solo. Ogni giorno arriva una nuova spallata: stampa, imprenditori, faccendieri, ex giocatori, e poi noi tifosi… sembra che il castello stia crollando da ogni lato.
E dentro questo caos, l’unico lumicino che voglio continuare a vedere acceso è quello di un cambio imminente. Perché stanno succedendo troppe cose, e tutte nella stessa direzione: un declino gestionale e morale che non ha precedenti. È da tempo che diciamo che “sembra non gli freghi più nulla”, ma la verità è che non è sempre stato così. Lo sappiamo tutti, che ci piaccia o no il personaggio, questo stereotipo vivente del furbetto all’italiana… ma senza nemmeno la simpatia di Sordi.
E allora mi chiedo — e lo dico da laziale del ’77 — se l’acquisto della Reggina non sia davvero la pietra tombale. Magari è proprio lì la svolta che aspettiamo. Magari un giorno ci annuncerà la Reggina e, nello stesso momento, la sua uscita dalla Lazio, insultandoci pure mentre si sente un eroe. E noi, paradossalmente, gli batteremo le mani come Fantozzi quando urla che la Corazzata Potëmkin è una “cagata pazzesca”.
La verità è che oggi credo a tutto e a niente. Sono in balia di una speranza che non ha nulla a che vedere con Mbappé, ma che unisce il mondo Lazio come non mai.
E forse è proprio questo che ci tiene vivi: la speranza che domani sia il giorno buono.
E dentro questo caos, l’unico lumicino che voglio continuare a vedere acceso è quello di un cambio imminente. Perché stanno succedendo troppe cose, e tutte nella stessa direzione: un declino gestionale e morale che non ha precedenti. È da tempo che diciamo che “sembra non gli freghi più nulla”, ma la verità è che non è sempre stato così. Lo sappiamo tutti, che ci piaccia o no il personaggio, questo stereotipo vivente del furbetto all’italiana… ma senza nemmeno la simpatia di Sordi.
E allora mi chiedo — e lo dico da laziale del ’77 — se l’acquisto della Reggina non sia davvero la pietra tombale. Magari è proprio lì la svolta che aspettiamo. Magari un giorno ci annuncerà la Reggina e, nello stesso momento, la sua uscita dalla Lazio, insultandoci pure mentre si sente un eroe. E noi, paradossalmente, gli batteremo le mani come Fantozzi quando urla che la Corazzata Potëmkin è una “cagata pazzesca”.
La verità è che oggi credo a tutto e a niente. Sono in balia di una speranza che non ha nulla a che vedere con Mbappé, ma che unisce il mondo Lazio come non mai.
E forse è proprio questo che ci tiene vivi: la speranza che domani sia il giorno buono.
E sentirai un grido alzarsi da lontano, sguardo agguerrito e fiero, soldati dell'asfalto!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
- Goosebump
- Località: xxx
Ma il ricco banchiere o il ricco fondo.sfanculano lotito e via e se ne comprano un altra... non gliene può fregare di meno di stare lì a trattare come i cammellieri algerini con quel soggettomatador0975 ha scritto: ↑18/06/2026, 13:50Si ma non capisco perche quando arrivera lo scappato di casa che fara l'offerta al ribasso ... sara senza il ricco banchiere o il ricco fondo.
Nel senso perche il ricco banchiere o il ricco fondo dopo aver ricevuto il no da lotito non tratterebbe ancora con lotito quando si trova spalle al muro costretto ad accettare l'offerta al ribasso dello scappato di casa?
Perche lo scappato di casa offre di piu?
Beh quello è ovvio. Lotito vendera per fare piu soldi possibili e se ne frega di darla in mano a bezos o a tulli.
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Chi rimane a trattare sono quei soggetti come lui che non c'hanno una lira.
ma è più probabile che sia già acchittata l'eventuale rivendita della reggina che della Lazio.
- Goosebump
- Località: xxx
bo' teoricamente c'era già quel Rizzetta che poteva comprare la reggina.sciarpetta ha scritto: ↑18/06/2026, 15:27ma è più probabile che sia già acchittata l'eventuale rivendita della reggina che della Lazio.
la politica invece, forse, sembra, pare.... ipoteticamente abbia voluto favorire Lotito.
Perché allora la politica dovrebbe poi successivamente acchitarne la rivendita e a chi?
non lo so, io mi imagino una cosa molto da povero, tipo per farsi favori politici. esempio compro una casa a 80k, la ristruttura con altri 80k e la rivendo a 170k e ho guadagnato 10k. magari con lotito gli dicono prendi la reggina ora a 3 milioni e se la mandi in serie d c'è vendita assicurata a 4 o 5 milioni, e lui ha un guadagno di qualche milione sicuro. conoscendo il morto di fame che è per lui sono tutti guadagni e notorietà e il sindaco uovo di forza italia fa vedere che è bravo e pensa allo sport di reggio.Goosebump ha scritto: ↑18/06/2026, 15:44bo' teoricamente c'era già quel Rizzetta che poteva comprare la reggina.sciarpetta ha scritto: ↑18/06/2026, 15:27ma è più probabile che sia già acchittata l'eventuale rivendita della reggina che della Lazio.
la politica invece, forse, sembra, pare.... ipoteticamente abbia voluto favorire Lotito.
Perché allora la politica dovrebbe poi successivamente acchitarne la rivendita e a chi?
- Casaldepazzi
- Località: Roma
se pensi che i soldi per rafforzare la reggina li prenderà dalla Lazio e poi se li intascherà come ha fatto con la salernitana non è male. Per me lo fa perchè l'anno prossimo ci sono le elezioni e vuole rimanere senatore. Sarà solo campagna elettorale con i nostri soldi.sciarpetta ha scritto: ↑18/06/2026, 15:56non lo so, io mi imagino una cosa molto da povero, tipo per farsi favori politici. esempio compro una casa a 80k, la ristruttura con altri 80k e la rivendo a 170k e ho guadagnato 10k. magari con lotito gli dicono prendi la reggina ora a 3 milioni e se la mandi in serie d c'è vendita assicurata a 4 o 5 milioni, e lui ha un guadagno di qualche milione sicuro. conoscendo il morto di fame che è per lui sono tutti guadagni e notorietà e il sindaco uovo di forza italia fa vedere che è bravo e pensa allo sport di reggio.Goosebump ha scritto: ↑18/06/2026, 15:44bo' teoricamente c'era già quel Rizzetta che poteva comprare la reggina.sciarpetta ha scritto: ↑18/06/2026, 15:27ma è più probabile che sia già acchittata l'eventuale rivendita della reggina che della Lazio.
la politica invece, forse, sembra, pare.... ipoteticamente abbia voluto favorire Lotito.
Perché allora la politica dovrebbe poi successivamente acchitarne la rivendita e a chi?
mi diverto solo se…
- Il Sigaro
- Località: Roma
A me questa storia della Reggina sembra una marchetta politica.
La compra, ci mette due spicci, la riporta in serie C e si presenta come il salvatore della patria.
Passate le elezioni gli impongono di venderla per rispettare le norme federali. Lui fa un po' di casino dicendo che la legge è ingiusta e vessatoria e che si vuole danneggiare il grande popolo calabro, si rimette in tasca i suoi due spicci più una mancia e se ne ritorna a far danni qui da noi.
La compra, ci mette due spicci, la riporta in serie C e si presenta come il salvatore della patria.
Passate le elezioni gli impongono di venderla per rispettare le norme federali. Lui fa un po' di casino dicendo che la legge è ingiusta e vessatoria e che si vuole danneggiare il grande popolo calabro, si rimette in tasca i suoi due spicci più una mancia e se ne ritorna a far danni qui da noi.
Tudor dalla Croazia incrocia le dita per la fumata bianca (cit.)
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
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- Goosebump
- Località: xxx
Vabbè, in pratica pensa a interessi suoi politici personali invece che alla Lazio, soprattutto in questo momento complicato.
Uno dei motivi principali per i quali siamo arrivati a questo punto di non ritorno.
Nulla di nuovo sotto il sole.
Uno dei motivi principali per i quali siamo arrivati a questo punto di non ritorno.
Nulla di nuovo sotto il sole.
- maxipoppapump
- Località: GUIDONIA
Lotito: “Flaminio? Non seguo io la questione, ma i tecnici sono tranquilli”
repubblica
repubblica
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È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
- maxipoppapump
- Località: GUIDONIA
Il responsabile della comunicazione biancoceleste Emanuele #Floridi, ha risposto con una lettera inviata al Tempo all'iniziativa avviata dal quotidiano che, nel corso delle ultime settimane (per vendere qualche copia in più), ha pubblicato numerosi testi scritti da personalità di spicco del mondo #Lazio e non solo, tra cui anche Luigi Bisignani. Floridi ha parlato di una nuova fase in cui alle parole seguiranno le azioni. Di seguito il testo della Letttera:
"Gentile Direttore, ho letto con attenzione gli interventi pubblicati in questi giorni sulla Lazio, sul suo presente, sul suo futuro e sul rapporto tra la Società e i propri tifosi. Sono riflessioni diverse, critiche, ma accomunate da un elemento che nessuno può ignorare: la Lazio occupa un posto importante nella vita di milioni di persone. Ed è proprio per questo che credo sia arrivato il momento di fermarsi un istante e provare a guardare la situazione da una prospettiva diversa. Scrivo da uomo che vive la Lazio ogni giorno attraverso il proprio lavoro e che, anche con errori, oggi sente il dovere di condividere un pensiero personale fuori dal ruolo. Lo faccio mentre sono in viaggio verso Livorno, dove la Lazio renderà omaggio a Igor Protti. Un momento che ricorda a tutti noi come certi valori vadano oltre il risultato sportivo. Non per alimentare una polemica. Non per aprire un nuovo confronto. Semmai per provare a chiarirne uno. La sensazione, osservando il dibattito di queste settimane, è che la Lazio rischi di essere trascinata dentro una discussione permanente nella quale ogni parola genera una replica, ogni replica una controreplica e ogni confronto si trasforma inevitabilmente in uno scontro. Eppure, la Lazio merita qualcosa di più. Merita di essere rimessa al centro. Perché la Lazio non è soltanto il Presidente. Non è soltanto la proprietà. Non è soltanto il mercato, il bilancio, il #Flaminio o la polemica del giorno. La Lazio è una comunità, una storia lunga oltre centoventisei anni, un patrimonio di emozioni che appartiene a generazioni diverse e una passione che attraversa famiglie, quartieri, città e continenti.
Ma la Lazio è anche altro. È il lavoro quotidiano di tante persone che ogni mattina entrano a Formello o nella sede di Villa San Sebastiano sapendo di avere una responsabilità enorme. Persone che non compaiono sui giornali, che non rilasciano interviste, che non vengono nemmeno notate, ma che lavorano ogni giorno per custodire un sogno che appartiene a milioni di tifosi. Chi lavora nella Lazio sa bene che sta gestendo e custodendo un patrimonio, proteggendo una parte della vita di tante persone. Questa realtà non riguarda soltanto chi lavora negli uffici. Riguarda ragazze e ragazzi che ogni settimana attraversano Roma e il Lazio per seguire le nostre squadre giovanili. Riguarda donne e uomini che nei giorni di partita arrivano allo stadio molte ore prima del fischio d'inizio e lo lasciano quando i riflettori si sono ormai spenti. Riguarda chi si occupa della sicurezza, dell'organizzazione, dell'accoglienza, della logistica, delle trasferte, della manutenzione, della comunicazione e di tutte quelle attività che il pubblico spesso non vede, ma senza le quali una partita semplicemente non potrebbe svolgersi. Non si immagina quanto lavoro esista fuori dal campo per rendere possibile ciò che accade sul campo. Riunioni, verifiche, autorizzazioni, controlli, problemi da risolvere e decisioni da prendere affinché tutto funzioni nel migliore dei modi. A volte qualcosa non va come dovrebbe. È accaduto, accade e accadrà ancora. Ma anche dietro gli errori, dietro le imperfezioni e dietro le critiche, ci sono quasi sempre persone che hanno dedicato tempo, competenze e passione alla Lazio. È per questo che credo che il rispetto debba essere il punto di partenza di qualsiasi discussione: rispetto per chi tifa, per chi critica, per chi lavora e per chi decide. Rispetto per una Storia che nessuno può considerare propria. E forse proprio per questo non dovremmo mai dimenticare che dietro ogni critica, dietro ogni delusione e persino dietro ogni rabbia, c'è sempre amore.
Ci sono persone che investono tempo, risparmi, energie ed emozioni per seguire la Lazio. Persone che organizzano trasferte, che portano i figli allo stadio, che costruiscono ricordi familiari intorno a questi colori. Quel patrimonio di passione merita sempre rispetto. Non soltanto quando si manifesta attraverso il consenso, ma anche quando si esprime attraverso una richiesta di più, di meglio, di futuro. E il rispetto non significa chiedere silenzio. Significa riconoscere che la critica, quando nasce dall'amore per questi colori, è parte della vita stessa della Lazio.
«È la Lazio che ha fatto grande noi». Così si espresse Umberto #Lenzini, il Presidente del primo Scudetto. In quelle poche parole c'è probabilmente una delle lezioni più importanti della storia biancoceleste: la Lazio resta, gli uomini passano. Perché a volte sembra che non si riesca più a parlare della Lazio senza parlare soltanto di Claudio #Lotito. Tutto diventa Lotito. Il Flaminio è Lotito, l'Academy è Lotito, il mercato è Lotito, il rapporto con i tifosi è Lotito. La Lazio è molto più grande di qualsivoglia Presidente. Lo era prima e continuerà a esserlo dopo. È più grande di chi la guida, di chi la racconta, di chi la contesta e di chi scrive queste righe. È più grande dei gruppi, delle correnti di pensiero, dei salotti, dei tifosi più esposti mediaticamente e di chiunque ritenga di poter interpretare da solo il sentimento di un popolo vasto, complesso e plurale come quello laziale. Mi piacerebbe che tornasse ad essere raccontata anche questa idea di Lazio. Una Lazio fatta di tifosi, certo. Tifosi che hanno il diritto di criticare, di firmare petizioni, di arrabbiarsi e di chiedere risposte. Ma anche una Lazio fatta di persone che lavorano ogni giorno, spesso senza apparire, sapendo di avere sulle spalle il sogno di milioni di laziali. Per questo credo che sia arrivato il momento di riportare il dibattito su ciò che conta davvero. Non sulle persone, ma sulla Lazio. Non sulle appartenenze, ma sul futuro.
Nel dibattito si è discusso molto di sostenibilità, di investimenti, di infrastrutture, di settore giovanile, di mercato e di prospettive future. Sono temi importanti e meritano risposte. Se c'è stata una faglia in avanti nel raccontare alcuni percorsi o alcune prospettive, la responsabilità è anche mia. L'entusiasmo di condividere una visione non deve mai sostituire la necessità di presentare contenuti concreti, verificabili e progressivamente misurabili. È una riflessione che sento di fare con sincerità. Allo stesso tempo, chi vive quotidianamente la realtà di un club sa che programmare non significa poter controllare tutto. Esistono fattori esterni, vincoli regolamentari, decisioni di terzi, tempi amministrativi e circostanze imprevedibili che possono rallentare, modificare o rinviare percorsi immaginati con le migliori intenzioni. Questo non deve mai diventare un alibi, ma aiuta a comprendere perché tra una visione e la sua concreta realizzazione possano talvolta esistere tempi diversi da quelli auspicati. Ma le risposte vere non arriveranno dalle polemiche. Arriveranno dal lavoro, dalle scelte e dai risultati. Questo non significa evitare le domande o rinviare le risposte. Significa, piuttosto, che le risposte più importanti dovranno arrivare attraverso fatti riconoscibili, scelte chiare e risultati concreti. Le posizioni sono state espresse e le domande formulate. Ora, a mio avviso, deve iniziare una fase diversa. Una fase nella quale le parole lascino spazio alle azioni, il confronto non venga negato ma accompagnato da risultati concreti e la Lazio torni a essere il centro della discussione. Del resto, anche in una fase che presenta difficoltà e sfide importanti, non sono mai mancate idee, progettualità e visione. Anzi, osservando da vicino il lavoro che quotidianamente viene svolto all'interno della società, la sensazione è spesso diversa da quella che può emergere all'esterno: c'è piena consapevolezza delle sfide da affrontare e una forte determinazione nel costruire il futuro. Il momento della programmazione di una nuova stagione, il momento di riaccendere entusiasmo e fiducia. C'è una squadra che sta per ripartire, ragazzi che indosseranno quella maglia e avranno bisogno del sostegno della propria gente. C'è un popolo che merita entusiasmo e una storia che merita rispetto. Rivedendo le immagini, i documenti e le testimonianze del passato della Lazio, anche mentre preparavamo la produzione del documentario dedicato a Maurizio #Manzini, abbiamo ritrovato una verità molto semplice: ogni Presidente della nostra Storia recente ha conosciuto momenti di contestazione. Lenzini, #Calleri, #Cragnotti, oggi Lotito. Cambiano i tempi, cambiano i protagonisti, cambiano le circostanze e cambiano anche le forme del dissenso, ma resta immutato un elemento: la forza di un popolo che vive la Lazio con una passione totale. Una passione che a volte si esprime nell'entusiasmo, altre volte nella critica, altre ancora nella rabbia. Le polemiche passano. La Lazio resta. E proprio perché la Lazio resta, è arrivato il momento di interrompere una dinamica che rischia di non portare beneficio a nessuno.
Le domande sono state poste. Le critiche sono state espresse. Le posizioni sono note. Continuare ad alimentare una contrapposizione permanente rischia soltanto di allontanare l'attenzione da ciò che conta davvero. Nessuno chiede di rinunciare alle proprie idee. Nessuno chiede di smettere di vigilare, di criticare o di pretendere risposte. Ma arriva un momento in cui ogni comunità deve decidere se vuole restare prigioniera delle proprie divisioni oppure provare a costruire qualcosa di più utile per il proprio futuro. A mio avviso quel momento è oggi.
La Lazio non ha bisogno di vincitori e vinti dentro casa propria. Ha bisogno di tornare a sentirsi una comunità. E proprio da qui dobbiamo ripartire. Non da chi ha ragione o da chi ha torto, non da chi urla di più, ma da una domanda molto più semplice: che cosa serve oggi alla Lazio? La risposta è una sola. Serve che tutti, ciascuno nel proprio ruolo, rimettano la Lazio davanti a tutto. Davanti agli interessi personali, alle appartenenze, alle polemiche e alle divisioni. Perché quando la Lazio viene prima di tutto, le differenze restano ma smettono di diventare muri e tornano a essere ciò che dovrebbero essere: opinioni diverse dentro una stessa Storia. Tra poche settimane si torna in campo. E quando accadrà, la Lazio avrà bisogno di tutti. Della Società, della squadra, dei dipendenti, dei tifosi, organizzati e non, delle famiglie, dei ragazzi e delle ragazze che ogni giorno indossano i colori della Lazio, dei laziali di Roma e di quelli che seguono questi colori dall'altra parte del mondo. Di chi applaude, di chi critica, di chi spera e di chi oggi è deluso. Perché alla fine ciò che ci unisce è infinitamente più grande di ciò che ci divide. La Lazio non è una polemica da consumare. È un sogno da custodire. È la cura quotidiana di una passione"
"Gentile Direttore, ho letto con attenzione gli interventi pubblicati in questi giorni sulla Lazio, sul suo presente, sul suo futuro e sul rapporto tra la Società e i propri tifosi. Sono riflessioni diverse, critiche, ma accomunate da un elemento che nessuno può ignorare: la Lazio occupa un posto importante nella vita di milioni di persone. Ed è proprio per questo che credo sia arrivato il momento di fermarsi un istante e provare a guardare la situazione da una prospettiva diversa. Scrivo da uomo che vive la Lazio ogni giorno attraverso il proprio lavoro e che, anche con errori, oggi sente il dovere di condividere un pensiero personale fuori dal ruolo. Lo faccio mentre sono in viaggio verso Livorno, dove la Lazio renderà omaggio a Igor Protti. Un momento che ricorda a tutti noi come certi valori vadano oltre il risultato sportivo. Non per alimentare una polemica. Non per aprire un nuovo confronto. Semmai per provare a chiarirne uno. La sensazione, osservando il dibattito di queste settimane, è che la Lazio rischi di essere trascinata dentro una discussione permanente nella quale ogni parola genera una replica, ogni replica una controreplica e ogni confronto si trasforma inevitabilmente in uno scontro. Eppure, la Lazio merita qualcosa di più. Merita di essere rimessa al centro. Perché la Lazio non è soltanto il Presidente. Non è soltanto la proprietà. Non è soltanto il mercato, il bilancio, il #Flaminio o la polemica del giorno. La Lazio è una comunità, una storia lunga oltre centoventisei anni, un patrimonio di emozioni che appartiene a generazioni diverse e una passione che attraversa famiglie, quartieri, città e continenti.
Ma la Lazio è anche altro. È il lavoro quotidiano di tante persone che ogni mattina entrano a Formello o nella sede di Villa San Sebastiano sapendo di avere una responsabilità enorme. Persone che non compaiono sui giornali, che non rilasciano interviste, che non vengono nemmeno notate, ma che lavorano ogni giorno per custodire un sogno che appartiene a milioni di tifosi. Chi lavora nella Lazio sa bene che sta gestendo e custodendo un patrimonio, proteggendo una parte della vita di tante persone. Questa realtà non riguarda soltanto chi lavora negli uffici. Riguarda ragazze e ragazzi che ogni settimana attraversano Roma e il Lazio per seguire le nostre squadre giovanili. Riguarda donne e uomini che nei giorni di partita arrivano allo stadio molte ore prima del fischio d'inizio e lo lasciano quando i riflettori si sono ormai spenti. Riguarda chi si occupa della sicurezza, dell'organizzazione, dell'accoglienza, della logistica, delle trasferte, della manutenzione, della comunicazione e di tutte quelle attività che il pubblico spesso non vede, ma senza le quali una partita semplicemente non potrebbe svolgersi. Non si immagina quanto lavoro esista fuori dal campo per rendere possibile ciò che accade sul campo. Riunioni, verifiche, autorizzazioni, controlli, problemi da risolvere e decisioni da prendere affinché tutto funzioni nel migliore dei modi. A volte qualcosa non va come dovrebbe. È accaduto, accade e accadrà ancora. Ma anche dietro gli errori, dietro le imperfezioni e dietro le critiche, ci sono quasi sempre persone che hanno dedicato tempo, competenze e passione alla Lazio. È per questo che credo che il rispetto debba essere il punto di partenza di qualsiasi discussione: rispetto per chi tifa, per chi critica, per chi lavora e per chi decide. Rispetto per una Storia che nessuno può considerare propria. E forse proprio per questo non dovremmo mai dimenticare che dietro ogni critica, dietro ogni delusione e persino dietro ogni rabbia, c'è sempre amore.
Ci sono persone che investono tempo, risparmi, energie ed emozioni per seguire la Lazio. Persone che organizzano trasferte, che portano i figli allo stadio, che costruiscono ricordi familiari intorno a questi colori. Quel patrimonio di passione merita sempre rispetto. Non soltanto quando si manifesta attraverso il consenso, ma anche quando si esprime attraverso una richiesta di più, di meglio, di futuro. E il rispetto non significa chiedere silenzio. Significa riconoscere che la critica, quando nasce dall'amore per questi colori, è parte della vita stessa della Lazio.
«È la Lazio che ha fatto grande noi». Così si espresse Umberto #Lenzini, il Presidente del primo Scudetto. In quelle poche parole c'è probabilmente una delle lezioni più importanti della storia biancoceleste: la Lazio resta, gli uomini passano. Perché a volte sembra che non si riesca più a parlare della Lazio senza parlare soltanto di Claudio #Lotito. Tutto diventa Lotito. Il Flaminio è Lotito, l'Academy è Lotito, il mercato è Lotito, il rapporto con i tifosi è Lotito. La Lazio è molto più grande di qualsivoglia Presidente. Lo era prima e continuerà a esserlo dopo. È più grande di chi la guida, di chi la racconta, di chi la contesta e di chi scrive queste righe. È più grande dei gruppi, delle correnti di pensiero, dei salotti, dei tifosi più esposti mediaticamente e di chiunque ritenga di poter interpretare da solo il sentimento di un popolo vasto, complesso e plurale come quello laziale. Mi piacerebbe che tornasse ad essere raccontata anche questa idea di Lazio. Una Lazio fatta di tifosi, certo. Tifosi che hanno il diritto di criticare, di firmare petizioni, di arrabbiarsi e di chiedere risposte. Ma anche una Lazio fatta di persone che lavorano ogni giorno, spesso senza apparire, sapendo di avere sulle spalle il sogno di milioni di laziali. Per questo credo che sia arrivato il momento di riportare il dibattito su ciò che conta davvero. Non sulle persone, ma sulla Lazio. Non sulle appartenenze, ma sul futuro.
Nel dibattito si è discusso molto di sostenibilità, di investimenti, di infrastrutture, di settore giovanile, di mercato e di prospettive future. Sono temi importanti e meritano risposte. Se c'è stata una faglia in avanti nel raccontare alcuni percorsi o alcune prospettive, la responsabilità è anche mia. L'entusiasmo di condividere una visione non deve mai sostituire la necessità di presentare contenuti concreti, verificabili e progressivamente misurabili. È una riflessione che sento di fare con sincerità. Allo stesso tempo, chi vive quotidianamente la realtà di un club sa che programmare non significa poter controllare tutto. Esistono fattori esterni, vincoli regolamentari, decisioni di terzi, tempi amministrativi e circostanze imprevedibili che possono rallentare, modificare o rinviare percorsi immaginati con le migliori intenzioni. Questo non deve mai diventare un alibi, ma aiuta a comprendere perché tra una visione e la sua concreta realizzazione possano talvolta esistere tempi diversi da quelli auspicati. Ma le risposte vere non arriveranno dalle polemiche. Arriveranno dal lavoro, dalle scelte e dai risultati. Questo non significa evitare le domande o rinviare le risposte. Significa, piuttosto, che le risposte più importanti dovranno arrivare attraverso fatti riconoscibili, scelte chiare e risultati concreti. Le posizioni sono state espresse e le domande formulate. Ora, a mio avviso, deve iniziare una fase diversa. Una fase nella quale le parole lascino spazio alle azioni, il confronto non venga negato ma accompagnato da risultati concreti e la Lazio torni a essere il centro della discussione. Del resto, anche in una fase che presenta difficoltà e sfide importanti, non sono mai mancate idee, progettualità e visione. Anzi, osservando da vicino il lavoro che quotidianamente viene svolto all'interno della società, la sensazione è spesso diversa da quella che può emergere all'esterno: c'è piena consapevolezza delle sfide da affrontare e una forte determinazione nel costruire il futuro. Il momento della programmazione di una nuova stagione, il momento di riaccendere entusiasmo e fiducia. C'è una squadra che sta per ripartire, ragazzi che indosseranno quella maglia e avranno bisogno del sostegno della propria gente. C'è un popolo che merita entusiasmo e una storia che merita rispetto. Rivedendo le immagini, i documenti e le testimonianze del passato della Lazio, anche mentre preparavamo la produzione del documentario dedicato a Maurizio #Manzini, abbiamo ritrovato una verità molto semplice: ogni Presidente della nostra Storia recente ha conosciuto momenti di contestazione. Lenzini, #Calleri, #Cragnotti, oggi Lotito. Cambiano i tempi, cambiano i protagonisti, cambiano le circostanze e cambiano anche le forme del dissenso, ma resta immutato un elemento: la forza di un popolo che vive la Lazio con una passione totale. Una passione che a volte si esprime nell'entusiasmo, altre volte nella critica, altre ancora nella rabbia. Le polemiche passano. La Lazio resta. E proprio perché la Lazio resta, è arrivato il momento di interrompere una dinamica che rischia di non portare beneficio a nessuno.
Le domande sono state poste. Le critiche sono state espresse. Le posizioni sono note. Continuare ad alimentare una contrapposizione permanente rischia soltanto di allontanare l'attenzione da ciò che conta davvero. Nessuno chiede di rinunciare alle proprie idee. Nessuno chiede di smettere di vigilare, di criticare o di pretendere risposte. Ma arriva un momento in cui ogni comunità deve decidere se vuole restare prigioniera delle proprie divisioni oppure provare a costruire qualcosa di più utile per il proprio futuro. A mio avviso quel momento è oggi.
La Lazio non ha bisogno di vincitori e vinti dentro casa propria. Ha bisogno di tornare a sentirsi una comunità. E proprio da qui dobbiamo ripartire. Non da chi ha ragione o da chi ha torto, non da chi urla di più, ma da una domanda molto più semplice: che cosa serve oggi alla Lazio? La risposta è una sola. Serve che tutti, ciascuno nel proprio ruolo, rimettano la Lazio davanti a tutto. Davanti agli interessi personali, alle appartenenze, alle polemiche e alle divisioni. Perché quando la Lazio viene prima di tutto, le differenze restano ma smettono di diventare muri e tornano a essere ciò che dovrebbero essere: opinioni diverse dentro una stessa Storia. Tra poche settimane si torna in campo. E quando accadrà, la Lazio avrà bisogno di tutti. Della Società, della squadra, dei dipendenti, dei tifosi, organizzati e non, delle famiglie, dei ragazzi e delle ragazze che ogni giorno indossano i colori della Lazio, dei laziali di Roma e di quelli che seguono questi colori dall'altra parte del mondo. Di chi applaude, di chi critica, di chi spera e di chi oggi è deluso. Perché alla fine ciò che ci unisce è infinitamente più grande di ciò che ci divide. La Lazio non è una polemica da consumare. È un sogno da custodire. È la cura quotidiana di una passione"
E sentirai un grido alzarsi da lontano, sguardo agguerrito e fiero, soldati dell'asfalto!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
È una storia scolpita nel duro cemento: nessuna resa, nessun pentimento!
- Casaldepazzi
- Località: Roma
lettera scritta da un romanista cosa bisogna aggiungere?
Stanno alla canna del gas e gli servono i nostri soldi.
State bene così
Stanno alla canna del gas e gli servono i nostri soldi.
State bene così
mi diverto solo se…
- Il Sigaro
- Località: Roma
Lettera lunghissima e stucchevole. A conferma, se non altro, che a livello di comunicazione questa società sta veramente a zero.
Tudor dalla Croazia incrocia le dita per la fumata bianca (cit.)
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
- sferequadrate
- Località: Roma
La solita fuffa. Da manuale la risposta del direttore de Il Tempo, che in poche righe gli ha detto: le chiacchiere non interessano più nessuno, vi sono state fatte dieci domande, rispondete a quelle.
Lotito facce Tarzan
- Casaldepazzi
- Località: Roma
Praticamente quella merda romanista ha fatto copia e incolla con il primo “scritto da lotito” alle 4 de notte citsferequadrate ha scritto: ↑21/06/2026, 11:22La solita fuffa. Da manuale la risposta del direttore de Il Tempo, che in poche righe gli ha detto: le chiacchiere non interessano più nessuno, vi sono state fatte dieci domande, rispondete a quelle.
mi diverto solo se…
"La Lazio non può essere identificata con Claudio lotito."
Cosa che invece lotito ha detto in conferenza.
Manco le basi arfioooo
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Cosa che invece lotito ha detto in conferenza.
Manco le basi arfioooo
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Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur
- Fiorini
- Località: Roma
Tutto sto chilometrico messaggio per non dire nulla in merito alle domande poste da Bisignani.
Non c'è una risposta sul mercato, su come intendono operare per far tornare la Lazio nel posto che le compete
Non c'è una risposta sul mercato, su come intendono operare per far tornare la Lazio nel posto che le compete
La chicca poi sul fatto che sono andati a Livorno per Protti.
Per loro un vanto invece di fare un rispettoso silenzio.
Stile...questo sconosciuto.
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Per loro un vanto invece di fare un rispettoso silenzio.
Stile...questo sconosciuto.
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Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur
- sferequadrate
- Località: Roma
E oltretutto la sintesi dello sproloquio scritto da questo tizio è "i tifosi non devono romperci i coglioni". C'è da dire che per essere uno che lavora nella comunicazione sa proprio il fatto suo... 
Lotito facce Tarzan
- simoferr83
- Località: Roma
- Casaldepazzi
- Località: Roma
alla fine è una lettera simpatica se ci pensate, un romanista che dice ai Laziali come bisogna ti fare la Lazio.
In tutto questo Fabiani è sparito... le comiche ragazzi
In tutto questo Fabiani è sparito... le comiche ragazzi
mi diverto solo se…