Marcuse, la curva e l’uomo a una dimensione

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KkK6
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Marcuse, la curva e l’uomo a una dimensione

22/09/2026, 16:36

Ve la butto là: Marcuse, ne L’uomo a una dimensione, sostiene che il sistema non ha necessariamente bisogno di reprimere il dissenso: può assorbirlo, trasformarlo in prodotto e renderlo parte di ciò che apparentemente contesta.

Il punto è più profondo della semplice critica al consumismo: una società può produrre i nostri stessi bisogni, farci percepire come libertà ciò che contribuisce a mantenerci subordinati e persino assorbire le forme di opposizione.

E allora mi chiedo: in un calcio dove anche la ribellione può diventare spettacolo, marchio e merce, quanto è ancora libera una curva? Quanto del nostro dissenso è autenticamente nostro e quanto è già stato digerito dal sistema che contestiamo?

Mi piacerebbe aprire un dibattito su questo, anche andando oltre il calcio.


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aquila67
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22/09/2026, 21:29

KkK6 ha scritto:
22/09/2026, 16:36
Ve la butto là: Marcuse, ne L’uomo a una dimensione, sostiene che il sistema non ha necessariamente bisogno di reprimere il dissenso: può assorbirlo, trasformarlo in prodotto e renderlo parte di ciò che apparentemente contesta.

Il punto è più profondo della semplice critica al consumismo: una società può produrre i nostri stessi bisogni, farci percepire come libertà ciò che contribuisce a mantenerci subordinati e persino assorbire le forme di opposizione.

E allora mi chiedo: in un calcio dove anche la ribellione può diventare spettacolo, marchio e merce, quanto è ancora libera una curva? Quanto del nostro dissenso è autenticamente nostro e quanto è già stato digerito dal sistema che contestiamo?

Mi piacerebbe aprire un dibattito su questo, anche andando oltre il calcio.


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Bellissimo argomento, KKK6 !
Complimenti.
Spero di avere tempo domani per dire la mia,
E spero anche di leggere molti interventi.
Dove si trova il limite tra libertà individuale e insubordinazione;
Fin dove possiamo parlare di libertà d'azione e dove invece inizia la necessità indotta!

Bravo!
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Il Sigaro
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23/09/2026, 22:02

Mecojoni.
Tudor dalla Croazia incrocia le dita per la fumata bianca (cit.)
Siete diventati stupidi appresso a Lotito (cit.)
"Un motivo ci sarà"
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aquila67
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23/09/2026, 23:18

Boni, oh! Nun spignete che c'è posto per tutti.
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panacea76
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24/09/2026, 0:17

Beh, l'anticonvenzionale non è altro che un convenzionale al contrario e quindi uno schiavo della convenzione stessa.
Ma essere un NON convenzionale è assai difficile, perché presume un libero arbitrio scevro dalle dinamiche comuni.
Chi è che si può considerare veramente libero quando suo malgrado convive con le regole di una comunità?
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24/09/2026, 10:52

Dal romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».
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aquila67
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24/09/2026, 13:34

Guardandomi indietro nel tempo mi è capitato di farmi questa domanda : è stato il mio voler agire e pensare con la mia testa invece di seguire le mode e il comune sentire a farmi essere tifoso della LAZIO , oppure è stato il mio essere Laziale a convincermi che fosse giusto fare quello che diceva la mia testa anziché quello che mi veniva suggerito e/o che vedevo fare intorno a me ?

Innegabilmente, è sempre più difficile decidere in completa autonomia .

panacea76 ha scritto:
24/09/2026, 0:17
Beh, l'anticonvenzionale non è altro che un convenzionale al contrario e quindi uno schiavo della convenzione stessa.
Ma essere un NON convenzionale è assai difficile, perché presume un libero arbitrio scevro dalle dinamiche comuni.
Chi è che si può considerare veramente libero quando suo malgrado convive con le regole di una comunità?
Se per sentirti libero pensi sia necessario non convivere con le regole di una comunità , hai la possibilità di fare l'eremita.
Finché la decisione è tua e non obblighi altri ( specie se minorenni ) a seguire la tua decisione ( le tue ... regole!) nessuno te lo vieta.

In realtà, da che esiste una società di persone, è proprio il rispetto delle regole comuni che mantiene la libertà di ognuno di noi.

L'anticonvenzionale che tu definisci un convenzionale al contrario è colui che per partito preso fa sempre il contrario di quello che fanno gli altri.
Questo non è pensare col proprio cervello . E' voler apparire diverso senza essere in grado di proporre una propria idea .
In una società, la maggior parte delle regole è unanimamente accettabile . Ben vengano le opposizioni , senza le quali si rimarrebbe ancorati ai soliti usi e costumi e non ci sarebbe mai un progresso.
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24/09/2026, 13:37

suggs1966 ha scritto:
24/09/2026, 10:52
Dal romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».
Frase più che mai valida , ma limitatamente all'esercizio del potere .

Detenere il potere però raramente coincide realmente con il potersi definire libero!
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