La deriva sta nel fatto che, se diamo retta a queste nuove teorie di genere, si rischia di andare nella direzione in cui una ragazzina a cui piace giocare con i fucili giocattolo o a pallone insieme ai suoi coetanei maschi possa essere considerata un maschio intrappolato in un corpo da femmina, quando fino a qualche anno fa l'avremmo definita semplicemente un "maschiaccio". E quanti "maschiacci" o maschietti vagamente effeminati poi, una volta raggiunta la maturità si sono scoperti essere uomini o donne etero perfettamente a loro agio nel proprio corpo, oppure maschi gay o femmine lesbiche perfettamente a loro agio nel proprio corpo?Takkar ha scritto: ↑04/12/2020, 16:14Ma io vado oltre la semplice pulsione, non è un discorso prettamente sessuale ma ti essere liberi di assecondare il proprio essere.Il Sigaro ha scritto: ↑04/12/2020, 15:49No, aspetta: non facciamo confusione.Takkar ha scritto: ↑04/12/2020, 14:20Io è te Sigaro abbiamo proprio un'idea diametralmente opposta dei massimi sistemi quindi diventa difficile capirsi (non che io pretenda di avere ragione eh...ti dico la mia come tu la tua). Mi sembri sufficientemente intelligente per capire quanto ho riportato: significa che se ho il pisello non sta scritto da nessuna parte che, per farla breve, debbano piacermi per forza le donne perchè altrimenti (m'ha stupito Papa Francesco di recente..) vengo privato di determinati diritti (o ti devo ricordare la storia del recente passato?). La pedofilia e gli istinti più bassi lasciamoli da parte che non aggiungono nulla al discorso dato che non c'entrano nulla,Il Sigaro ha scritto: ↑04/12/2020, 13:17Ho difficoltà a comprendere come si possa accollare alla "società" il fatto di possedere il pisello. Mi sembra una circostanza oggettiva, non un'imposizione del civile consesso.Takkar ha scritto: ↑04/12/2020, 9:08Sarebbe molto più facile per tutti, come scrisse un tale, accettare che lo spettro delle possibilità umane è molto ampio e che ci sono al suo interno
anche la non binarietà, la bisessualità, la tranasessualità o in genere la possibilità che abbiamo di non sentirci incatenati a quello che abbiamo nelle mutande o a quello che la società ha deciso che siamo, perchè abbiamo il pisello ad esempio. Sempre nel rispetto del prossimo ovviamente.
D'altra parte, dell'impostazione soggettivista bisogna anche accettare le conseguenze.
Se quello che ho nelle mutande mi suggerisce di sedurre un bambino, oppure di copulare con un cadavere, cosa facciamo? E in cosa consisterebbe il "rispetto del prossimo" a questo punto?
Che una persona possa avere pulsioni omosessuali non è in discussione.
Altra cosa è dire che il fatto di essere uomo o donna sia una questione sociale, perché non lo è.
Un'altra cosa ancora è il tema dei "diritti". Per me è un tema strettamente legato a circostanze oggettive. Se invece lo leghiamo a scelte soggettive, secondo me la deriva diventa inarrestabile e pericolosa. Mi sembra una cosa faclissima da comprendere sotto il profilo razionale.
Se io sono nato uomo, esempio, col pisello, ma mi sento donna con tutto ciò che ne consegue, o se sono un uomo ma mi piacciono gli uomini perchè non dovrei avere gli stessi diritti tuoi? Quale sarebbe la deriva? Pure il Papa, viva Dio, dopo 2000 anni è arrivato a dirlo.
Poi come ho detto sopra uno la vede come vuole eh!
Peraltro il movimento dei diritti dei trans è fortemente contestato proprio dalle femministe perché nell'idea dei trans una donna è tale se mostra certi attributi esteriori che la società individua come prettamente femminili, cosa che le femministe combattono con forza fin dalla prima apparizione dei movimenti per i diritti delle donne.
Su questo tema è molto interessante seguire su youtube le interviste a Douglas Murray, un intellettuale britannico (gay, quindi diciamo parte in causa nel tema della discussione sull'identità di genere) o leggere il suo saggio "la pazzia delle folle" in cui affronta queste tematiche, oltre a quella relativa alle rivendicazioni di BLM sulla razza.

